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martedì 7 ottobre 2008

211: Anna

Esattamente due anni fa, il 7 ottobre 2006, la giornalista russa Anna Politkovskaya fu assassinata nell’ascensore del suo palazzo, a Mosca.
Fare il giornalista, e farlo bene, è diventato uno dei mestieri più pericolosi nella Russia di Putin, e Anna era una delle più scomode.
211: Anna ripercorre tutta la carriera di Anna Politkovskaya, dagli inizi accanto al marito, giornalista e conduttore di uno dei primi programmi “liberi” dell’era Gorbaciov agli articoli sulla Novaja Gazeta. Il documentario contiene immagini inedite e rare della giovinezza di Anna e propone sue testimonianze filmate nei mesi precedenti il suo omicidio.
Negli ultimi tempi stava conducendo un’inchiesta sulle torture e sulle violazioni dei diritti umani in Cecenia e ripeteva spesso “E’ un miracolo se sono ancora viva”.
211: Anna non è solo la storia di una vita appassionante ma è anche la chiave per conoscere uno dei grandi misteri contemporanei: la Russia dell’era Putin.
Un numero e un nome danno il titolo al documentario.
211 sono stati i giornalisti assassinati dalla caduta dell’impero sovietico.
E la duecentundicesima vittima è proprio Anna Politkovskaya.
Un numero e un nome, ma anche una donna straordinaria, 211: Anna.

dal sito Doc 3 della Rai

211: Anna è un film di Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti, andrà in onda stasera, martedì 7 ottobre 2008, alle 23.45 su Rai 3.

mercoledì 7 novembre 2007

ciao Enzo ...


Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.

Enzo Biagi




(foto da Arci Bologna)

venerdì 16 marzo 2007

il blog di Kareem

Abdul Kareem Nabeel Suleiman, meglio conosciuto con lo pseudonimo in Internet di Kareem Amer, ha 22 anni ed è nato a Alexandria in Egitto: cresciuto in una famiglia molto religiosa, ha sempre frequentato la scuola Al-Azhar (scuola religiosa). Crescendo, ha cominciato a ribellarsi contro l'estremismo religioso che percepiva nella sua scuola e ha iniziato a esprimere le sue opinioni in un blog (in arabo, per una traduzione in inglese delle sue idee cliccate qua): quando la scuola ha scoperto questo blog verso la fine del 2005, è stato espulso e il suo caso portato davanti alla corte dello stato. Il 22 febbraio 2007 Kareem è stato condannato a 4 anni di prigione, tre anni per motivi religiosi e un anno per diffamazione nei confronti del Presidente egiziano (nello specifico, le accuse sono di blasfemia, diffusione di informazioni sediziose, diffamazione nei confronti del capo dello stato, istigazione al rovesciamento dello stesso e all'odio nei confronti dell'Islam). Perché chi sfida il potere, anche solo a parole, merita l'arresto. Karim non è il primo blogger egiziano a finire in manette, la stessa sorte era già toccata ad altri fermati e condotti in carcere mentre però manifestavano in piazza. Lui è stato il solo a perdere la libertà per aver usato unicamente una tastiera.
Associazioni per i diritti umani, governi e gente comune si sono mobilitate per Kareem: è possibile firmare una petizione che chiede la sua liberazione, non tanto per sostenere quanto scritto da Kareem ma per il diritto alla libertà di parola che tutti noi dovremmo difendere.

martedì 13 marzo 2007

libri al rogo

Il Ministro dell'Educazione in Palestina ha messo al bando un libro molto famoso (il titolo inglese è Speak bird, speak again) che raccoglie alcuni racconti della tradizione orale palestinese vietandone l'uso nelle scuole poichè tale testo riporta alcune frasi "sconvenienti" (espressioni immorali secondo il Ministro) per dei bambini e ragazzi: alcuni circoli didattici hanno così bruciato il testo davanti agli alunni delle scuole, altri l'hanno semplicemente eliminato dalla biblioteche. Questo libro era stato distribuito nelle scuole dal Ministro della Cultura in quanto libro molto famoso e di successo anche all'estero.
Al di là della censura, l'operazione ha evidenziato la profonda ignoranza di entrambi i Ministri (e Ministeri): il testo, infatti, è un testo accademico, scritto da docenti universitari e utilizzato in primis in corsi universitari. Non andava, quindi, distribuito nelle scuole per i ragazzi ma poteva essere interessante dal punto di vista culturale per gli insegnanti (tra le altre cose, sembra che in 400 pagine ci siano solo 3 espressioni relative al sesso).

(fonte Maannews Dr Kana'nah: Burning my book "speak bird, speak again" is like burning my son, Burning the collection of Palestinian folktales "Speak Bird, Speak Again" sets a worrying precedent)