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giovedì 5 novembre 2009
Can the Muppets Make Friends in Ramallah?
This season’s episodes of “Shara’a Simsim,” the Palestinian version of the global “Sesame Street” franchise, were filmed in a satellite campus of Al-Quds University, a ramshackle four-story concrete structure that houses the school’s media department and a small local television station. The building sits in an upscale neighborhood on the outskirts of the West Bank city of Ramallah, not far from the edge of the Israeli settlement Psagot. (...)
Fonte The New York Times Magazine
domenica 1 novembre 2009
ciao Abu Nizar ...
Il cielo è di tuttiQualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell'ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.
Gianni Rodari
... I'm sure you're in the sky now and you're looking at us with your smile ... ciao!
mercoledì 7 ottobre 2009
Inshallah Beijing!
Ghadir sogna che qualcuno le compri delle scarpe da corsa. Nader si allena sperando che un missile non gli piova sulla testa. Zakia non ottiene il permesso di allenarsi in una piscina in territorio israeliano.
Sono gli atleti della squadra olimpica palestinese che si allena a Gerico per prendere parte alle Olimpiadi di Pechino. Inshallah, se Dio vuole, perchè molte difficoltà devono essere superate prima di arrivare in Cina.
La difficoltà più grande è rappresentata dal fatto di gareggiare per una nazione che ancora non esiste, la Palestina, e che non ha I mezzi per supportare I propri atleti.
"Inshallah Beijing!" è la storia della loro avventura olimpica.
Ghadir dreams that at last someone will buy her some running shoes. Nader trains while hoping that a missile doesn't land on him. Zakia hasn't got a permit from the military authorities to get to the swimming pool.
They are athletes belonging to the Palestinian team who leave Jericho in July 2008 to take part in the Beijing Olympic games. Inshallah, God willing. Because a lot of difficulties must be overcome before reaching China.
First and foremost, the difficulty in competing for a country that doesn't exist yet – Palestine – and that doesn't have the means to support its athletes. It won't be easy to adapt because the war is not just at home: the athletes carry it inside them.
Getting to Beijing is already a victory.
full movie here
now @ Al Kasaba international film festival 2009
venerdì 13 febbraio 2009
M'illumino di meno 2009
M’ILLUMINO DI MENO 2009Giornata del Risparmio Energetico - 13 febbraio 2009 -
Per il quinto anno consecutivo Caterpillar lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio.
L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.
M’ILLUMINO DI MENO
Energy Saving Day - 13 February 2009 -
The initiative was first launched by Caterpillar, a popular and successful live radio program which reaches more than a million listeners per day. Caterpillar is broadcast by Radio2, the entertaining channel of RAI, the Italian Public Service Broadcaster. The program airs from 6pm to 7:30pm, Monday to Friday and deals with major issues and themes in the world in an informal and ironic way underlining contradictions and paradoxes in our society.
mercoledì 4 febbraio 2009
Educare a Gaza
Il documentario di Alessia Del Bianco e Nicola Gencarelli, voluto da Educaid Onlus, associazione per la cooperazione internazionale in campo educativo, racconta la vita e il lavoro di un gruppo di educatori palestinesi impegnati per promuovere la pace, il coraggio civile e i diritti dei bambini nella Striscia di Gaza, un lembo di terra palestinese circondato dallo Stato dIsraele. Nonostante la sua estensione (45 chilometri di lunghezza per 7 di larghezza) la Striscia di Gaza ospita più di 1 milione e mezzo di persone, la maggior parte delle quali ha meno di 18 anni.
Il documentario è stato girato in un momento di forte tensione dovuta ai bombardamenti, alla chiusura delle frontiere e allembargo sullelettricità e sui beni di prima necessità. Nonostante questo, le persone che abbiamo incontrato, che ci hanno ospitato nelle loro case e che ci hanno mostrato il loro lavoro hanno voluto raccontare la necessità di costruire, nonostante tutto, un futuro per i bambini di Gaza"
Chi è interessato a una copia DVD del documentare può scrivere a info@educaid.it
sabato 29 novembre 2008
la ricerca calpestata
Si sono "fatti calpestare", per denunciare il fatto che in Italia anche la ricerca è calpestata. I ricercatori di Bologna hanno messo in scena in piazza Maggiore la singolare protesta, documentata nelle immagini. Hanno tappezzato il Crescentone di Piazza Maggiore con 1.800 fotografie, invitando i passanti a camminarci sopra. Una manifestazione (durante la quale sono state ribadite le ragioni della protesta contro i tagli alla ricerca e all'Università), ma anche una festa. Ai lati della piazza i ricercatori hanno presentato una serie di esperimenti, cercando di spiegare in maniera semplice e divertente alcuni principi della fisica e della chimica, in particolare ai bambini. L'iniziativa è stata organizzata dai ricercatori, borsisti, dottorandi che hanno portato in piazza la ricerca italiana, cercando di spiegare cosa succede al chiuso dei laboratori. Gli organizzatori hanno denunciato la pesante situazione di questo mondo, ulteriormente aggravato dai tagli del decreto Gelmini.fonte La Repubblica, la foto è presa da qui
e c'era anche la mia foto ... :-)
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giovedì 27 novembre 2008
back again with Radiodervish
...insomma, a parte le due ore di fila solo per il tratto da Jerusalem a Ramallah, una piacevole sorpresa: i Radiodervish sono a Gerusalemme e hanno fatto una scappata a Ramallah al Pronto Café & Restaurant e hanno suonato un po'....
giovedì 30 ottobre 2008
Difendiamo il diritto allo studio, alla formazione, alla conoscenza
Il Consiglio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna nella seduta del 29/10/2008 ha approvato il seguente comunicato che sintetizza il dibattito svoltosi nella Facoltà sull’attuale situazione politica concernente il sistema dell’istruzione e della formazione in Italia. Il comunicato e altre mozioni più approfondite, disponibili sul banchetto informativo, sono state approvate all’unanimità con una sola astensione.
Il comunicato si articola in tre punti:
1. La Legge 133, il DM 137, tradotto in legge il 29/10/2008, la mozione della Lega sulle “classi ponte” fanno parte di un insieme di provvedimenti destinati a modificare in profondità il sistema scolastico e della formazione in Italia. Infatti, si tratta di provvedimenti che, sebbene presentati in una logica di razionalizzazione e di riduzione degli sprechi, di fatto tagliano drasticamente le risorse di tutto il sistema pubblico dell’istruzione nazionale modificandone radicalmente il modello educativo. Verranno limitate le opportunità di tutti i cittadini di poter usufruire di una scuola e di una Università pubbliche di valore, competitive nel contesto internazionale, capaci di garantire a tutti il pieno sviluppo delle proprie potenzialità superando le barriere legate alle differenze culturali, economiche, linguistiche, di genere.
La vera disinformazione deriva da chi sostiene di non aver toccato l’Università e di star costruendo un sistema formativo più efficiente in tutte le sue articolazioni laddove i provvedimenti già adottati mettono in ginocchio tutte le istituzioni scolastiche ed universitarie sottraendo risorse economiche ed umane ad un settore nevralgico per ogni società che in Italia è già fortemente sottofinanziato rispetto a quello degli altri paesi. È con sdegno che abbiamo assistito in queste settimane a messaggi giornalistici e televisivi non solo unilaterali ma anche grossolanamente bugiardi in quanto basati sulla voluta alterazione dei dati.
2. Per quanto riguarda l’Università, la legge 133 mette a rischio la tenuta stessa del sistema universitario. I tagli del 10% sul trasferimento statale alle Università a partire dal 2010 indeboliranno irrimediabilmente la ricerca e la formazione universitaria pubblica italiana, unica, in una società democratica, a poter garantire al Paese uno sviluppo socio-culturale ed economico all'altezza degli standard internazionali. Il turn over bloccato al 20% (una assunzione per ogni 5 professori che vanno in pensione) è un taglio indiscriminato con conseguente penalizzazione delle prospettive occupazionali per i giovani ricercatori precari. La possibilità di trasformazione delle Università statali in Fondazioni private, estranee al controllo del sistema pubblico nazionale di formazione e con forte orientamento alle logiche di mercato, porterebbe ad una istruzione superiore di nicchia, accessibile solo a quegli studenti che possono economicamente “permettersi” di accedere agli studi universitari.
3. Per quanto riguarda il sistema scolastico, l’insieme dei provvedimenti già adottati o in via di adozione, prefigura una realtà educativa totalmente in contraddizione con il ruolo che la costituzione assegna alla scuola. Una realtà in cui tornano a prevalere in modo unico e preponderante le logiche della selezione contro quelle della promozione culturale di tutti i cittadini. Una realtà in cui si riafferma un pensiero dominante, svalutante nei confronti di ogni differenza di cultura, ceto, religione, lingua. La scuola prevista dal governo penalizza le famiglie, prima di tutto le donne nella loro funzione di lavoratrici e rovescia sui cittadini, in particolare su quelli più deboli, la responsabilità dell’insuccesso, del disagio, trasformando la diversità in condanna e negandone la valorizzazione come risorsa. Mortifica la professionalità dell’insegnante interpretandolo solo come custode e ripetitore di cultura consolidata e impedendogli di essere costruttore di conoscenze assieme agli studenti.
La scuola prevista dal Governo prefigura una società in cui purtroppo ci sarà veramente più bisogno di carabinieri e carceri che non di insegnanti, bidelli e scuole.
per la documentazione prodotta, vedi qui
martedì 28 ottobre 2008
sabato 11 ottobre 2008
Ramallah Underground live in Bologna (TPO)
Terra di Tutti Film Festival 08 @ TPO_Concerto 11 ottobre 2008 23.00 I Ramallah Underground sono un collettivo musicale di Ramallah, Palestina, fondato dagli artisti Boicutt, Stormtrap e Aswatt con lo scopo di innovare la cultura araba attraverso la musica. Gli artisti spaziano dall’elettronica araba, hip-hop, trip hop fino al downtempo con il senso profondo di appartenenza alla loro cultura locale e con la presenza significativa della Palestina nella loro vita. Il risultato è una nuova sonorità unica, mai sentita prima.
I R.U. hanno collaborato con numerosi artisti in tutto il mondo, dal Libano, all’Italia, alla Svizzera, alla Gran Bretagna, alla Francia e agli Stati Uniti. Hanno realizzato spettacoli live a Ramallah, Betlemme, Vienna, Londra, Il Cairo, Losanna, Bruxelles, Amsterdam e Washington. Incorporato nelle loro performance anche istallazioni visive grazie alla collaborazione con l’artista palestinese Ruanne, regista di “Double exposure”, di cui hanno scritto la colonna sonora.
martedì 7 ottobre 2008
211: Anna
Esattamente due anni fa, il 7 ottobre 2006, la giornalista russa Anna Politkovskaya fu assassinata nell’ascensore del suo palazzo, a Mosca.Fare il giornalista, e farlo bene, è diventato uno dei mestieri più pericolosi nella Russia di Putin, e Anna era una delle più scomode.
211: Anna ripercorre tutta la carriera di Anna Politkovskaya, dagli inizi accanto al marito, giornalista e conduttore di uno dei primi programmi “liberi” dell’era Gorbaciov agli articoli sulla Novaja Gazeta. Il documentario contiene immagini inedite e rare della giovinezza di Anna e propone sue testimonianze filmate nei mesi precedenti il suo omicidio.
Negli ultimi tempi stava conducendo un’inchiesta sulle torture e sulle violazioni dei diritti umani in Cecenia e ripeteva spesso “E’ un miracolo se sono ancora viva”.
211: Anna non è solo la storia di una vita appassionante ma è anche la chiave per conoscere uno dei grandi misteri contemporanei: la Russia dell’era Putin.
Un numero e un nome danno il titolo al documentario.
211 sono stati i giornalisti assassinati dalla caduta dell’impero sovietico.
E la duecentundicesima vittima è proprio Anna Politkovskaya.
Un numero e un nome, ma anche una donna straordinaria, 211: Anna.
dal sito Doc 3 della Rai
211: Anna è un film di Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti, andrà in onda stasera, martedì 7 ottobre 2008, alle 23.45 su Rai 3.
lunedì 29 settembre 2008
domenica 28 settembre 2008
Matabb
MATABB (Arabic for ‘Speed Bump’) is an all-new Palestinian TV-serial. The title of the series is derived from the notorious and randomly built speed bumps on Palestinian streets. The title metaphorically refers to the ups and downs in the life of its protagonists. The setting is one of the abundant non-government organizations (NGO) in Ramallah which are mainly funded from abroad. (...)Fonte Matabb
I matabb sono quei simpatici rallentatori (correttamenti dossi artificiali) alti dai 20 ai 70 cm piazzati (senza alcuna segnalazione) in qualunque strada palestinese, dove di norma, se ti va bene e li vedi inchiodi la macchina per evitare di toccare con la macchina, di distruggere le sospensioni e grattare la marmitta ... se invece non li vedi...
questa soap opera, invece, prodotta dal Goethe Institut con il support dell'Unione Europea, ha avuto non pochi problemi prima della messa in onda per via di un certo approccio considerato "troppo morbido" nei confronti della occupazione israeliana... ma alla fine è andata in onda.
Ed è visibile sul sito del Goethe Institut.
giovedì 25 settembre 2008
Ramadan under siege in Gaza
I've no idea what I am supposed to do in this month,” said 27-year-old Ahmed Mousa, father of two and manager in the near stagnant Palestinian sales sector. “It is supposed to be a month of joy, prayer, and visiting family members, but nothing my family needs can be found in the market, or if it is I can’t afford it anyways. I can neither afford the goods there are nor go home empty handed.
fonte Maan News Agency
fonte Maan News Agency
mercoledì 24 settembre 2008
martedì 23 settembre 2008
multa
già lo scorso anno era partita una campagna di educazione stradale, con strisce pedonali, vigili fischianti ai pedoni che osavano attraversare in altri punti della strada; poi sono arrivati un po' di semafori con il controllo ... ora i vigili (è un vigile, poi?) che fanno le multe.
Questo significa che devo ri-cominciare a guidare bene (non alla palestinese come faccio di solito quando sono qua :P)
giovedì 18 settembre 2008
Zan
venerdì 12 settembre 2008
mai di venerdì
oggi ho avuto la pessima idea di mettermi in macchina intorno alle 13.00 ... nella zona di Qalandia era il caos più totale, non si andava avanti (nè indietro), per facilitare le cose c'era chi utilizzava la corsia in senso opposto per creare un'ulteriore coda su una strada che ha le corsie separate da blocchi di cemento... un delirio ...(la foto è di BasketPal ed è presa da qua)
domenica 7 settembre 2008
back in Ramadan
beh, tornare a Ramallah con il Ramadan appena iniziato ha una serie di risvolti pseudo-comici:
-innanzitutto l'orario: c'è un'ora di differenza tra Israele e la Palestina, per cui quando a Ramallah sono le 15.00, a Gerusalemme sono le 16,00 (ma almeno l'ora di Ramallah è la stessa dell'Italia). Ovviamente questo complica le relazioni tra chi gestisce un progetto da Gerusalemme, da gli appuntamenti e viene a lavorare a Ramallah presentandosi un'ora in anticipo (la mia coordinatrice che non ce la può fare ... Oh my God ...);
-il digiuno: digiunare è un'ottima scusa a qualunque cosa... sono in ritardo, sbaglio la strada, non ti ho telefonato, mi sono dimenticato di qualcosa, ho perso le chiavi, non riesco a concentrarmi, non so più chi sono/dove sono/cosa faccio.... perchè sto digiunando.... ok, è vero, non è facile lavorare durante il Ramadan (anche se gli orari vengono ridotti) ma magari non è sempre il digiuno che crea questi imprevisti :-)
-il non digiuno: se anche non digiuni (e c'è un sacco di gente che non digiuna, oltre ai cristiani) non ti metti a mangiare e/o bere davanti agli altri... quindi se alle 14.00 ti trovi a Nablus fuori dal check-point in un parcheggio sotto il sole cocente ad aspettare che il tuo service parta per riportarti a casa e ci sono 37 gradi all'ombra (molti di più nel mezzo pubblico) e per caso ti viene voglia di bere qualcosa perchè hai un po' di arsura... te la tieni!
-Iftar: è il momento in cui si interrompe il digiuno all'ora del tramonto. Adesso è intorno alle 18.00 e qualche minuto. Vietato trovarsi fuori dalle 17,30 in poi specie se in macchina, tutti corrono per tornare a casa (o al ristorante) per la pantagruelica cena, possibilmente in famiglia, possibilmente in almeno 10 persone, possibilmente si mangia tutto (ho ricevuto una marea di inviti all'Iftar di famiglie di amici, non sopravviverò). Il risvolto positivo è che durante la cena non c'è nessuno in giro per strada e si gira molto bene in macchina :-)))
-innanzitutto l'orario: c'è un'ora di differenza tra Israele e la Palestina, per cui quando a Ramallah sono le 15.00, a Gerusalemme sono le 16,00 (ma almeno l'ora di Ramallah è la stessa dell'Italia). Ovviamente questo complica le relazioni tra chi gestisce un progetto da Gerusalemme, da gli appuntamenti e viene a lavorare a Ramallah presentandosi un'ora in anticipo (la mia coordinatrice che non ce la può fare ... Oh my God ...);
-il digiuno: digiunare è un'ottima scusa a qualunque cosa... sono in ritardo, sbaglio la strada, non ti ho telefonato, mi sono dimenticato di qualcosa, ho perso le chiavi, non riesco a concentrarmi, non so più chi sono/dove sono/cosa faccio.... perchè sto digiunando.... ok, è vero, non è facile lavorare durante il Ramadan (anche se gli orari vengono ridotti) ma magari non è sempre il digiuno che crea questi imprevisti :-)
-il non digiuno: se anche non digiuni (e c'è un sacco di gente che non digiuna, oltre ai cristiani) non ti metti a mangiare e/o bere davanti agli altri... quindi se alle 14.00 ti trovi a Nablus fuori dal check-point in un parcheggio sotto il sole cocente ad aspettare che il tuo service parta per riportarti a casa e ci sono 37 gradi all'ombra (molti di più nel mezzo pubblico) e per caso ti viene voglia di bere qualcosa perchè hai un po' di arsura... te la tieni!
-Iftar: è il momento in cui si interrompe il digiuno all'ora del tramonto. Adesso è intorno alle 18.00 e qualche minuto. Vietato trovarsi fuori dalle 17,30 in poi specie se in macchina, tutti corrono per tornare a casa (o al ristorante) per la pantagruelica cena, possibilmente in famiglia, possibilmente in almeno 10 persone, possibilmente si mangia tutto (ho ricevuto una marea di inviti all'Iftar di famiglie di amici, non sopravviverò). Il risvolto positivo è che durante la cena non c'è nessuno in giro per strada e si gira molto bene in macchina :-)))
venerdì 5 settembre 2008
you're too sexy ....
Ha aperto il Museo archeologico a Gaza, merito della collezione privata (accumulata negli ultimi 20 anni) di un palestinese proprietario di un'impresa di costruzioni."La Storia è importante per ognuno di noi", dice, "e un paese che dimentica la sua Storia è un paese senza futuro". (...)
"L'ingresso è gratuito. Io voglio dimostrare che Gaza non è solo la città della violenza, del terrore e della povertà". (...)
"Nel Museo c'è un ristorante e un caffè, ho comprato mesi fa una macchina per fare il gelato ma non riesco a ottenere il permesso per farla entrare a Gaza". Ma lo stato d'assedio non ha piegato né il suo spirito né il suo humor. "Questo non è il primo assedio imposto a Gaza e non sarà l'ultimo, Alessandro il Grande cinse d'assedio la città, così i persiani e anche gli inglesi. Alla fine quello israeliano sui libri di Storia sarà solo una nota a pié di pagina".
È inevitabile che se da una parte c'è l'assedio dall'altro c'è il crescente conservatorismo religioso reso più forte dopo la presa del potere di Hamas nella Striscia. La visione ultrareligiosa si è impadronita della vita privata come di quella sociale. E anche culturale. Khoudary ammette che bellissime vestigia antiche della sua collezione non possono essere esposte al Museo.
L'Islam vieta la riproduzione della figura umana nell'arte, accetta solo elementi floreali e decorativi nella pittura. Figurarsi la meravigliosa statua di Afrodite risalente al periodo romano, gioiello della sua collezione. La dea dell'amore è a seno nudo. Davvero troppo per Hamas. Così è rimasta fuori dal Museo, come tre antiche lampade a olio che ricordano nella fattura la Menorah ebraica.
fonte La Repubblica, Fabio Scuto
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