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mercoledì 16 settembre 2009

Education gap divides Jerusalem

A recent report by an Israeli non-governmental organisation says 5,000 Palestinian children in East Jerusalem will not be able to attend classes this year because there are not enough classrooms.
The Arab neighbourhoods of East Jerusalem lack more than 1,000 classrooms needed to accommodate schoolchildren, according to the report issued by the Association for Civil Rights in Israel (ACRI) and Ir Amim, an Israeli nonprofit that promotes coexistence in the city.
The widening gap in education between the Arab East and the predominantly Jewish West Jerusalem is all too obvious.
Al Jazeera's Sherine Tadros visited Shaafat Elementary, a school, and found that it was a converted animal barn.
The ACRI report estimates that more than 5,000 would-be students in East Jerusalem are not enrolled in any school.

According to the report, there is a huge discrepancy in the number of schools and quality of education in the Arab East part of Jerusalem, compared to the predominantly Jewish West of the City.
In fact, while the number of public schools in the West is going up. 30,000 Palestinian students in East Jerusalem this year have been forced to attend private schools due to a shortage of at least 1,000 classrooms.
Over 5,000 will not be going to school at all this year.
"There has been a huge increase in the population in East Jerusalem, and that has not been followed by a huge increase in classroom construction," Sarah Kreimer, associate director of Ir Amim, said.
The Jerusalem municipality rejected the report, saying the numbers were "distorted."
Of the nearly 90,000 children between 5 and 18 years old living in East Jerusalem, fewer than half were enrolled in municipal public schools last year, the report said.
Students who do not make it into public school because of the classroom shortage are forced to consider private schools, often at a steep cost, Kreimer said. Some families get priced out, and many students end up at home.

The report also said many existing classrooms were "small, crowded, unventilated and lacking support classes or playgrounds."
Nisreen Elyan, a lawyer for ACRI, told Al Jazeera that the shortage of schools and poor facilities will likely have a long-term social effect on Palestinian children.
"If they're not in school it means they're usually on the streets and they can get into gangs etc which is dangerous," she said.
"Also, it has been shown that once these children are out of the education system it is difficult for them to come back in."
Israeli officials admit there is a huge gap between education systems in the East and West of Jerusalem. They put it down to bureaucratic reasons and the fact that within the municipality few are lobbying on behalf of Palestinian residents.


At-Tuwani: La scorta militare israeliana non garantisce la sicurezza dei bambini palestinesi

Settembre 2009
In Palestina l'anno scolastico 2009-2010 è cominciato il I° settembre 2009. I bambini che provengono dai vicini villaggi di Tuba e Maghayir-al-Abeed per raggiungere la scuola elementare di At-Tuwani necessitano di una scorta militare che garantisca loro la sicurezza. Durante le prime due settimane del nuovo anno scolastico i soldati israeliani non hanno scortato i bambini in modo appropriato, lasciando che percorressero da soli un'area nella quale sono esposti agli attacchi dei coloni. (...)

fonte Operazione Colomba, l'articolo intero qui

Per il report completo sulle scorte scolastiche nel 2007-2008, incluse mappe, fotografie e interviste ai bambini, consultare "Un viaggio pericoloso".

venerdì 13 febbraio 2009

M'illumino di meno 2009

M’ILLUMINO DI MENO 2009
Giornata del Risparmio Energetico - 13 febbraio 2009 -
Per il quinto anno consecutivo Caterpillar lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio.
L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.

M’ILLUMINO DI MENO
Energy Saving Day - 13 February 2009 -

M’illumino di meno (I will use less light) is both one of the most important awareness campaigns on energy saving and a widespread symbolic one day event. It was first launched on 16 February 2005, when the Kyoto Protocol, aimed at reducing greenhouse gas emissions from developed nations, came into force.
The initiative was first launched by Caterpillar, a popular and successful live radio program which reaches more than a million listeners per day. Caterpillar is broadcast by Radio2, the entertaining channel of RAI, the Italian Public Service Broadcaster. The program airs from 6pm to 7:30pm, Monday to Friday and deals with major issues and themes in the world in an informal and ironic way underlining contradictions and paradoxes in our society.


mercoledì 4 febbraio 2009

Educare a Gaza


Il documentario di Alessia Del Bianco e Nicola Gencarelli, voluto da Educaid Onlus, associazione per la cooperazione internazionale in campo educativo, racconta la vita e il lavoro di un gruppo di educatori palestinesi impegnati per promuovere la pace, il coraggio civile e i diritti dei bambini nella Striscia di Gaza, un lembo di terra palestinese circondato dallo Stato dIsraele. Nonostante la sua estensione (45 chilometri di lunghezza per 7 di larghezza) la Striscia di Gaza ospita più di 1 milione e mezzo di persone, la maggior parte delle quali ha meno di 18 anni.
Il documentario è stato girato in un momento di forte tensione dovuta ai bombardamenti, alla chiusura delle frontiere e allembargo sullelettricità e sui beni di prima necessità. Nonostante questo, le persone che abbiamo incontrato, che ci hanno ospitato nelle loro case e che ci hanno mostrato il loro lavoro hanno voluto raccontare la necessità di costruire, nonostante tutto, un futuro per i bambini di Gaza"
Chi è interessato a una copia DVD del documentare può scrivere a info@educaid.it

martedì 27 gennaio 2009

Giornata della memoria



Legge 20 luglio 2000, n. 211
Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti

Art. 1.1.
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Auschwitz fu il più grande campo di sterminio. Si calcola che solo in quel luogo vennero uccise fino a un milione e 300mila persone, il 90% delle quali ebree. I nazisti perseguitarono, oltre agli ebrei, anche zingari, serbi, testimoni di Geova, omosessuali, oppositori al regime di tutte le nazionalità, delinquenti abituali, slavi, malati di mente, disabili, mendicanti e vagabondi. (da Melitonline)

sabato 29 novembre 2008

la ricerca calpestata

Si sono "fatti calpestare", per denunciare il fatto che in Italia anche la ricerca è calpestata. I ricercatori di Bologna hanno messo in scena in piazza Maggiore la singolare protesta, documentata nelle immagini. Hanno tappezzato il Crescentone di Piazza Maggiore con 1.800 fotografie, invitando i passanti a camminarci sopra. Una manifestazione (durante la quale sono state ribadite le ragioni della protesta contro i tagli alla ricerca e all'Università), ma anche una festa. Ai lati della piazza i ricercatori hanno presentato una serie di esperimenti, cercando di spiegare in maniera semplice e divertente alcuni principi della fisica e della chimica, in particolare ai bambini. L'iniziativa è stata organizzata dai ricercatori, borsisti, dottorandi che hanno portato in piazza la ricerca italiana, cercando di spiegare cosa succede al chiuso dei laboratori. Gli organizzatori hanno denunciato la pesante situazione di questo mondo, ulteriormente aggravato dai tagli del decreto Gelmini.

fonte La Repubblica, la foto è presa da qui

e c'era anche la mia foto ... :-)

giovedì 30 ottobre 2008

Difendiamo il diritto allo studio, alla formazione, alla conoscenza

Il Consiglio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna nella seduta del 29/10/2008 ha approvato il seguente comunicato che sintetizza il dibattito svoltosi nella Facoltà sull’attuale situazione politica concernente il sistema dell’istruzione e della formazione in Italia. Il comunicato e altre mozioni più approfondite, disponibili sul banchetto informativo, sono state approvate all’unanimità con una sola astensione.
Il comunicato si articola in tre punti:
1. La Legge 133, il DM 137, tradotto in legge il 29/10/2008, la mozione della Lega sulle “classi ponte” fanno parte di un insieme di provvedimenti destinati a modificare in profondità il sistema scolastico e della formazione in Italia. Infatti, si tratta di provvedimenti che, sebbene presentati in una logica di razionalizzazione e di riduzione degli sprechi, di fatto tagliano drasticamente le risorse di tutto il sistema pubblico dell’istruzione nazionale modificandone radicalmente il modello educativo. Verranno limitate le opportunità di tutti i cittadini di poter usufruire di una scuola e di una Università pubbliche di valore, competitive nel contesto internazionale, capaci di garantire a tutti il pieno sviluppo delle proprie potenzialità superando le barriere legate alle differenze culturali, economiche, linguistiche, di genere.
La vera disinformazione deriva da chi sostiene di non aver toccato l’Università e di star costruendo un sistema formativo più efficiente in tutte le sue articolazioni laddove i provvedimenti già adottati mettono in ginocchio tutte le istituzioni scolastiche ed universitarie sottraendo risorse economiche ed umane ad un settore nevralgico per ogni società che in Italia è già fortemente sottofinanziato rispetto a quello degli altri paesi. È con sdegno che abbiamo assistito in queste settimane a messaggi giornalistici e televisivi non solo unilaterali ma anche grossolanamente bugiardi in quanto basati sulla voluta alterazione dei dati.
2. Per quanto riguarda l’Università, la legge 133 mette a rischio la tenuta stessa del sistema universitario. I tagli del 10% sul trasferimento statale alle Università a partire dal 2010 indeboliranno irrimediabilmente la ricerca e la formazione universitaria pubblica italiana, unica, in una società democratica, a poter garantire al Paese uno sviluppo socio-culturale ed economico all'altezza degli standard internazionali. Il turn over bloccato al 20% (una assunzione per ogni 5 professori che vanno in pensione) è un taglio indiscriminato con conseguente penalizzazione delle prospettive occupazionali per i giovani ricercatori precari. La possibilità di trasformazione delle Università statali in Fondazioni private, estranee al controllo del sistema pubblico nazionale di formazione e con forte orientamento alle logiche di mercato, porterebbe ad una istruzione superiore di nicchia, accessibile solo a quegli studenti che possono economicamente “permettersi” di accedere agli studi universitari.
3. Per quanto riguarda il sistema scolastico, l’insieme dei provvedimenti già adottati o in via di adozione, prefigura una realtà educativa totalmente in contraddizione con il ruolo che la costituzione assegna alla scuola. Una realtà in cui tornano a prevalere in modo unico e preponderante le logiche della selezione contro quelle della promozione culturale di tutti i cittadini. Una realtà in cui si riafferma un pensiero dominante, svalutante nei confronti di ogni differenza di cultura, ceto, religione, lingua. La scuola prevista dal governo penalizza le famiglie, prima di tutto le donne nella loro funzione di lavoratrici e rovescia sui cittadini, in particolare su quelli più deboli, la responsabilità dell’insuccesso, del disagio, trasformando la diversità in condanna e negandone la valorizzazione come risorsa. Mortifica la professionalità dell’insegnante interpretandolo solo come custode e ripetitore di cultura consolidata e impedendogli di essere costruttore di conoscenze assieme agli studenti.
La scuola prevista dal Governo prefigura una società in cui purtroppo ci sarà veramente più bisogno di carabinieri e carceri che non di insegnanti, bidelli e scuole.

per la documentazione prodotta, vedi qui


martedì 28 ottobre 2008

Gelmini? no, thanks!



foto della manifestazione a Bologna disponibili su http://flickr.com/photos/retescuole/page4/