lunedì 4 giugno 2007
boycott
It’s easiest to cry over the occupation from afar, without ever seeing a Palestinian close up. I believe that there may not be a solution to the Palestinian issue, but that’s nothing to do with the fact that one can act like a human being and to show Palestinians, who are imprisoned behind fences and walls only a few kilometers from us, that we share their pain and sadness.
il suo commento, e l'approvazione, alla campagna di boicottaggio da parte dei docenti universitari in Gran Bretagna, definiti da Israele antiebrei.
It is true that it is not the professors in the universities who are oppressing Palestinians, but in their silence, they are approving of the atrocities. And with their huge egos they ignore what is happening at spitting distance from them: that there are professors and lecturers just like them who can be treated like dogs by every pissy soldier, whose decision it is whether or not they will give their lesson today, and all this because they are Palestinians (...) true civilization means fighting for the academic freedoms and for the rights of those who do not have them.
You know what? I’m am looking forward to the day when every Israeli who took part in the evils of the occupation will be refused entry into England. I want to see the faces of all those young heros, who throw tear gas canisters at elderly women and who chase a disabled man in a wheelchair, and then when they’re done with the army travel to India and become spiritual.
(fonte We deserve the British Academic Boycott!, l'originale in ebraico su Haaretz)
domenica 3 giugno 2007
men at work
sabato 2 giugno 2007
neanche quello ...
(fonte IMEU from Haaretz, Amira Hass, Holding on tight to the frequencies)
Israel refuses to allocate cellular frequencies to the new Palestinian cellular services company recently set up in the territories.
The company, Al-Wataniya, is expected to provide 500 new jobs and will compete with the existing Jawal Cellular Telephone Company. Al-Wataniya received its operating license in March, but the Israeli Communications Ministry has yet to respond to the Palestinian Communications Ministry's request for new frequencies for the company.
Without such an allocation the new Palestinian cellular firm cannot operate.
"Israel is not refusing to allocate frequencies, and when it is decided that we will talk with the Hamas government the matter will be arranged," said an official at the Israeli ministry.
Israeli officials said that they do not respond to requests from Hamas officials.
(fonte Haaretz, Amira Hass, Israel won't budget cellular frequencies to Al-Wataniya)
se non concedono le frequenza neanche per la telefonia mobile (Jawwal è saturo, non ci sono più sim disponibili, spesso i sms non arrivano e/o non partono), cosa rimane??? come fanno a comunicare se già non possono muoversi?
ma perchè ne parla sempre e solo Amira Hass di queste cose?
venerdì 1 giugno 2007
Al-Ama'ri Camp
Oggi sono andata con un'amica che faceva un workshop di musica all'Al-Ama'ri refugee Camp (campi per rifugiati) di Ramallah: un gruppo di bambini tra i 6 e i 12 anni con cui abbiamo suonato, cantato, giocato, fatto foto (vedersi nella macchina digitale era motivo d'orgoglio) per un paio d'ore senza praticamente poter comunicare se non a gesti e sorrisi... ma la cosa ha funzionato benissimo, non riuscivamo più ad andare via, mi tenevano per mano per poter fare il girotondo e volare in alto con il sorriso stampato sulla faccia. Non posso descrivere a parole le sensazioni che ho vissuto ma sono state molto intense ... e neanche le condizioni di vita in questo campo, piccola città nella città, o le storie personali dei bambini, la maggior parte dei quali orfani ... aggiungerò qualche foto nella mia galleria prossimamente.
Per comprendere meglio la situazione dei campi rifugiati palestinesi (che sono in Palestina, Libano, Giordania e Siria, 59 campi per un totale di 4 milioni e 400mila rifugiati registrati) e che hanno una speciale Agenzia dell'ONU che si occupa solo di questi, la UNRWA, United Nation Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East, fornendo servizi educativi, sociali, medici, di microcredito, potete leggere qua (in inglese).
mercoledì 30 maggio 2007
downtown
Ma’an’s correspondent reported that the Israeli undercover unit besieged a building on Rukab Street, in the centre of the West Bank city of Ramallah. The force shot an Al-Aqsa Brigades activist, ‘Omar Thahir Abdul Jalil, known as ‘Tiger’, to death.
As the undercover unit entered, Israeli military vehicles invaded Ramallah from several sides and besieged the area in which the undercover unit was operating. The Israeli forces also shot at Palestinian citizens, injuring four.
Palestinian minister of information and formal government spokesperson, Mustafa Barghouthi, denounced the Israeli operation in Ramallah.
He said, "The Israeli soldiers conducted a public execution in Ramallah of ‘Omar Thahir Abdul Jalil, after they injured him in the leg and he fell down. They riddled his head and body with bullets from close range." Barghouthi dubbed the operation a “cruel targeted killing.”
Barghouthi said, “The Israeli conduct in Ramallah reflects a further Israeli escalation and a new criminal act, which represents the real Israeli response to the Palestinian ceasefire efforts.”
(fonte Maan News)
Bologna: qui è la violenza quotidiana che emerge, ancora una volta in zona universitaria, praticamente in centro.
Due albanesi sono stati feriti a colpi di pistola (uno è in pericolo di vita) la scorsa notte nel centro storico di Bologna, mentre si trovavano a bordo di un'auto. Il più grave è un trentaduenne, mentre il connazionale, di 26 anni, è stato giudicato in 'codice 2', cioé in condizioni di media gravità, dagli operatori sanitari di Bologna soccorso; entrambi sono stati ricoverati all'ospedale Maggiore. In tutto i colpi esplosi sarebbero stati tre.
(fonte Ansa)
fatti molto diversi tra loro, certamente, ma comunque episodi di violenza che ci fanno sentire poco sicuri nelle nostre città, a Ramallah come a Bologna ...
PS: aggiungo ora un articolo (in English) di Sam Bahour pubblicato da Electronic Intifada con la cronaca di chi era presente al fatto di Ramallah ...
lunedì 28 maggio 2007
camera con vista
ho una nuova vicina di casa: si è costruita il nido e sta già covando, proprio nella finestra che si affaccia sulle scale condominiali. Quando passo da lì getto sempre un'occhiata, un sorriso, quasi potesse capirmi mentre mi guarda (o così a me sembra) con i suoi occhi attenti e vigili. Passo piano, in punta di piedi per non disturbarla, per non spaventarla, se è buio mi spiace accendere la luce e infastidirla. Perchè mai avrà fatto il nido in quel posto? forse ha saputo che in questo palazzo siamo solo donne e sente che nessuna di noi potrà farle del male, potrà mai cacciarla via? per solidarietà femminile ...
domenica 27 maggio 2007
a spasso per Nablus
La città vecchia di Nablus è un labirinto di strade su cui si affacciano palazzi antichi dagli angoli misterosi, negozi che vendono qualunque cosa, con un mercato vociante e profumato di spezie e dei mille colori della frutta e verdura, dove c'è la più buona knafe che io abbia mai mangiato (è una delle specialità di Nablus), i bambini giocano, gli anziani si riposano all'ombra mentre il sole inonda le strade. Pulsa di vitalità e vivacità, è talmente ricca di persone e cose che mi gira la testa andare per le stradine segnate dal tempo e dagli assedi vissuti dalla sua popolazione (la quantità di panni stesi che ho fotografato mi ha dato grandi soddisfazioni).
sabato 26 maggio 2007
un po' di mare ...
qualche ora al sole e al mare per rigenerarsi un po' dopo aver trascorso due intere settimane senza fermarsi (e anche stamani ho lavorato), lo so, andare al mare è un privilegio negato a quasi tutti i Palestinesi, ma oggi ho bisogno di fuggire un po' dalla quotidianità. Spiaggia vicino a Tel Aviv, l'unica lingua che sento parlare (urlare) è l'ebraico e l'effetto è per me molto strano, ogni mezzo metro c'è qualcuno che gioca a racchettoni e a fare una passeggiata si rischia la vista, cani, bambini, famiglie che mangiano, ragazzi con la musica, tutti ammassati uno accanto all'altro. il chiasso mi disturba, è un chiasso diverso da quello a cui sono abituata... poche ore e sono già satura, preferisco tornare nel mio mondo a Ramallah...
venerdì 25 maggio 2007
tha Palestinian Circus school
The Palestinian Circus School è un'associazione relativamente recente (ha meno di un anno) che, continuando l'opera di Shadi Zmorrod con bambini e giovani, li aiuta a comprendere se stessi e l'ambiente circostante attraverso tecniche teatrali e del circo. The Palestinian Circus School wants to develop the creative potential of young people in Palestine, seeking to engage them, empowering them to challenge their perspective of themselves, to become positive actors in their society. Next to that the Palestinian Circus School wants to encourage the development of a new art form in Palestine, and nurture a new generation of artists. An art form that is dynamic, experimental, and aimed at challenging traditional perceptions of arts and artistic interaction. In last instance, we want the Palestinian Circus School to be an open space for creativity on all levels, enhancing a very strong level of participation of all people involved; students, trainers, volunteers and the community at large.
giovedì 24 maggio 2007
cittadinanza
Ogni volta viaggiano con l'ansia che il visto sia negato e che non si possa far ritorno a casa, o che a qualcuno il visto venga dato e ad altri no, inventando scuse rispetto alla propria attività lavorativa e luogo di residenza.
"Mio padre ha 74 anni, non potrebbe reggere se non gli fosse rinnovato il visto... come facciamo a vivere così? questa è la nostra casa, questa è la nostra terra ma non abbiamo alcun diritto di cittadinanza".
Cittadini di stati occidentali, con parenti, amici, casa e lavoro nei Territori occupati palestinesi, non possono rientrare in patria per il divieto delle autorità israeliane che controllano le frontiere esterne e interne.
Per la maggioranza si tratta di palestinesi nati qui ma che negli anni hanno "perso" la residenza. Dopo il 1967, le autorità di occupazione israeliane hanno decimato il numero dei residenti palestinesi. Israele è ricorso a una serie di stratagemmi per fare in modo che chi viveva, studiava o lavorava all'estero perdesse i suoi diritti.
Dopo la costituzione dell'Autorità Palestinese, nel 1994, la situazione era migliorata. Anche se queste persone continuavano a vedersi negato lo status di residenti, potevano vivere nei Territori come "turisti permanenti": ogni tre mesi dovevano lasciare il paese e rientrare muniti di un nuovo visto turistico.
Anche se molti sono convinti che il processo di Oslo abbia garantito ai palestinesi un'autorità sovrana, Israele ha conservato il controllo sul registro dell'anagrafe palestinese. Matrimoni, nascite, cambi di residenza, decessi: tutto deve essere registrato nella banca dati del ministero dell'interno israeliano.
È prerogativa di Israele autorizzare o respingere i cambi di residenza, soprattutto da Gaza alla Cisgiordania. E, in pratica, è sua prerogativa autorizzare o respingere i matrimoni dei palestinesi con i non residenti. Con lo scoppio della seconda intifada le restrizioni sono aumentate. Migliaia di persone sono state separate dalle loro famiglie. Molte altre sono rimaste nei Territori anche dopo la scadenza del visto e sono ormai prigioniere in casa.
Oggi, con Hamas al governo, sono colpiti anche gli occidentali, compresi professori universitari, medici, musicisti e uomini d'affari. A metà degli anni novanta molti di loro erano tornati nelle città d'origine sperando di contribuire alla nascita dello stato palestinese implicita negli accordi di Oslo.
Ho chiesto ad alcuni diplomatici stranieri cosa ne pensavano: "Non possiamo interferire con le decisioni sovrane di Israele". Questo significa che gli stati occidentali accettano il "diritto" d'Israele di privare le università palestinesi dei loro docenti, smantellare solide attività imprenditoriali e separare i padri dai figli.
(Amira Hass, Esilio forzato)
mercoledì 23 maggio 2007
musica
Al Kamandjâti è un'associazione che ha come scopo primario "donner du plaisir à des enfants qui sont les premières victimes de la situation politico-militaire" e di creare una sorta di intifada culturale diffondendo la musica e l'arte tra i bambini dei campi rifugiati e di villaggi che vivono in condizioni di estrema povertà e deprivazione culturale. Insegnare a suonare uno strumento musicale (oud, percussioni, chitarra...), il canto tramite atelier per stimolare la scoperta e la conoscenza di queste arti (spesso realizzati da musicisti stranieri che vengono per brevi soggiorni) e con veri e propri corsi tenuti da musicisti professionisti palestinesi. Inutile dire che per chi abita a Ramallah andare a tenere un corso di percussioni a Jenin o Nablus, ad esempio, significa passare più di 4 ore in macchina (quando va bene) tra andata e ritorno, con numerosi check-point e inutili domande da parte di increduli soldati che non ritengono che sia possibile che ci siano dei musicisti palestinesi. Ma il progetto, nonostante le tante difficoltà, va avanti tra donazioni, raccolte di strumenti musicali da portare in Palestina, seminari di musicisti e liutai provenienti dalle più svariate parti del mondo: se siete interessati ad aiutare questo progetto potete leggere qui (in francese) o dirlo a me (conosco chi fa già raccolte a questo proposito in Italia).
martedì 22 maggio 2007
Identity card

| Scrivi: sono un arabo; | Record! I am an Arab; | |
| un nome senza titolo | I have a name without a title | |
| e resto paziente in una terra | Patient in a country | |
| dove tutto vive con impulso di furia. | Where people are enraged | |
| Le mie radici si sono ancorate qua, | My roots were entrenched | |
| prima del nascere del tempo | before the birth of time | |
| prima dell’apertura delle ere | And before the opening of the eras | |
| anteriormente ai cipressi, agli uliveti | Before the pines, and the olive trees | |
| Mio padre …viene dalla stirpe dell’aratro, | My father.. descends from the family of the plow | |
| non è un figlio di signori privilegiati, | Not from a privileged class | |
| mio nonno pure era un contadino | And my grandfather... was a farmer | |
| né ben cresciuto, né ben nato! | Neither well-bred, nor well-born! | |
| Mi insegnava l’orgoglio del sole | Teaches me the pride of the sun | |
| prima di insegnarmi la lettura dei libri. | Before teaching me how to read | |
| La mia casa è la guardiola di un custode | And my house is like a watchman's hut | |
| fatta di rame e di canna. | Made of branches and cane. | |
| Sei soddisfatto della mia posizione? | Are you satisfied with my status? | |
| Ho un nome senza titolo! | I have a name without a title! | |
| Scrivi: sono un arabo; | Record! I am an Arab | |
| dai capelli color carbone | The color of my hair - is black | |
| e dagli occhi bruni. | The color of my eyes - is brown | |
| La mia descrizione: | And my distinctive features: | |
| un akal sulla kufiyya copre il mio capo; | The head-dress is kuffiya, hatta wi'gal | |
| e il palmo della mano duro come la roccia. | And the hand is solid like a rock. | |
| Il mio piatto preferito | My favorite meal | |
| è l'olio d'oliva con zatar | is olive oil and zatar | |
| Il mio indirizzo è: un villaggio disarmato … dimenticato | And my address: a village - isolated and deserted | |
| dalle vie senza nomi. | where the streets have no names | |
| (...) | ||
| Mahmoud Darvish, Carta d'identità | Mahmoud Darwish, Identity card |
lunedì 21 maggio 2007
domenica 20 maggio 2007
e oggi...
sono andata a mangiare a casa di una collega e famiglia (la collega, la sorella e la mamma) dove mi hanno rimpinzato di cetrilini fatti in casa, olive, foglie di vite ripiene, zucchine e mini-melanzane ripiene di riso e carne, zuppetta al pomodoro, pollo al forno, insalata stile arabo, dolce al latte e arancia, per poi andare a fare un giro per Birzeit, salutando ogni parente che si incontrava per strada, bevendo caffè o tè ogni mezzora... però una bontà di pranzo!
Gaza
19 maggio
Gerusalemme, 07:44— M.O.: OGGI ABU MAZEN A GAZA PER TREGUA TRA FATAH E HAMAS
Gaza, 11:15— M.O.: RAID ISRAELIANO A NORD GAZA, UCCISO UN PALESTINESE
Gaza, 12:18— M.O.: RAID ISRAELIANO A NORD GAZA, UCCISI DUE PALESTINESI
Gaza, 13:22— M.O.: HAMAS E FATAH CONCORDANO NUOVO CESSATE IL FUOCO
l Cairo, 22:27— DAL CAIRO APPELLO A FATAH E HAMAS, RISPETTATE TREGUA
Gaza, 23:46— M.O.: RAID AEREO ISRAELIANO SU JABALYA, UN MORTO
20 maggio
Gerusalemme, 16:37— M.O.: ALTRI 10 RAZZI LANCIATI DA GAZA SU ISRAELE
Gerusalemme, 18:34— M.O: ISRAELE, VIA LIBERA AD AUMENTO RAID SU GAZA
Gaza, 19:03— M.O.: ESPLOSIONE A NORD DI GAZA
(fonte La Repubblica)
ma queste brevi notizie di lotte tra palestinesi e palestinesi, israeliani e palestinesi, palestinesi e libanesi, con la conta dei morti, dei razzi, etc. non dicono niente di chi è là, di chi sta subendo tutto ciò, di tutte le vittime innocenti, dei bambini uccisi, delle case sventrate, degli uomini e delle donne che non hanno più speranze ...
venerdì 18 maggio 2007
in città

oggi ho approfittato del sole per andare a fare un giro in città dopo le 17: il venerdì quasi tutti i negozi a Ramallah sono chiusi, la città è molto più tranquilla, poco traffico, poca gente per strada, così è anche più facile vedere i particolari e riuscire a fare qualche foto.Come questa al carretto dei lupini e delle pannocchie, o questa mamma con 5 dei suoi 7 figli (ce n'era un'altra grande con in braccio l'altro gemellino) che han voluto farsi fare una foto da me.
mercoledì 16 maggio 2007
martedì 15 maggio 2007
al Nakba
potrei parlare ancora degli scontri a Gaza ...ma in occasione delle celebrazioni per il 59° anniversario della Al Nakba (catastrofe) ho trovato un articolo con alcune storie (alcune delle tante) di profughi palestinesi: The untold stories (fonte IMEU).
I Palestinesi commemorano il 15 maggio 1948, giorno in cui, all'alba della nascita dello stato di Israele, piu' di 500 villaggi palestinesi furono completamente distrutti e occupati, piu' di 700.000 Palestinesi furono espulsi dalle loro case e costretti a vivere nei campi profughi. Ancora oggi i profughi palestinesi aspettano di poter ritornare nella loro terra.
Un rapporto sulla Nakba del Palestinian central Bureau of Statistic è visibile qui (in English).
Un video sulla Nakba è proposto da Arcoiris TV: Nakba - una carovana per i diritti del popolo palestinese in formato Real Player, Wmv oppure mp3 (solo audio) (grazie ad Arcoiris TV per la collaborazione).
lunedì 14 maggio 2007
sabato 12 maggio 2007
arrivata
ovviamente piove, strade allagate ... chi è che mi ha detto l'altro giorno che ha portato la pioggia nel deserto in Tunisia?? beh, anche io allora, dato che era già caldo...
jalla jalla ...
venerdì 11 maggio 2007
I'm in a mess!
parto ... sono in ritardo ... dimenticherò parecchie cose, figurati ... ecco, i libri, poi un pile che non si sa mai, le ciabatte di plastica, i disegni delle bimbe, un vocabolario, un foulard, il pigiama, il caricabatteria per la macchina fotografica, che altro?quello che manca, pazienza, tanto si trova tutto là ... forse ...
speriamo che non mi stressino subito all'aeroporto ...
sorridere, sorridere, sorridere ...
mercoledì 9 maggio 2007
erasmus
20 anni di Erasmus: oggi sono iniziate a Bologna le celebrazioni del programma Erasmus, partito nel 1987. "Simone Veil parlava dell'Europa come di uno stato d'animo - ci ha detto il ministro Giovanna Melandri -. Sono poche le iniziative che, al pari dell'Erasmus, hanno contribuito a formare questo stato d'animo. Un milione e mezzo di europei sono partiti per vivere un'esperienza di vita. Noi abbiamo la voglia di celebrare questi ragazzi." (da La Repubblica) Venti di Erasmus è il sito di questa iniziativa che si svolge tra Bologna e Rimini dal 9 al 12 maggio. davvero una bellissima esperienza formativa fatta soprattutto di incontri, di persone, di scambi che rimangono per la vita ... io sono stata 6 mesi a Gent (Belgio) nel lontano 1994 ...
venerdì 4 maggio 2007
freedom of the press
Le motivazioni di questa promozione sono: "However, in a major positive move, Italy was upgraded in 2006 to resume its Free status primarily as a result of media magnate Silvio Berlusconi’s exit as prime minister." (fonte Freedom House, Press Release).
La classifica è redatta da Freedom House, "an independent nongovernmental organization that supports the expansion of freedom in the world".
Per vedere grafici, clicca qua (in English).
mercoledì 2 maggio 2007
Olmert, chieste le dimissioni
E se il premier ha ribadito di non voler rassegnare le dimissioni ma di voler lavorare per rimediare agli errori compiuti, il ministro della Difesa Amir Peretz invece avrebbe già deciso di lasciare l'incarico. Ne ha dato notizia la radio pubblica, dicendo che l'annuncio ufficiale arriverà nelle prossime ore. Peretz è additato nel rapporto, insieme all'ex capo dell'esercito Dan Halutz e al primo ministro Olmert, come uno dei responsabili del fallimento dei 34 giorni di campagna militare in Libano. (...)
Secondo un sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano Yediot Aharonot, il 65% degli israeliani vuole che il premier si dimetta subito, il 25% vuole attendere la pubblicazione del rapporto definitivo della commissione Winegrad, prevista a luglio, e solo il 10% vuole che il governo attuale resti in carica. Il 51% vuole elezioni anticipate.
(fonte La Repubblica)
martedì 1 maggio 2007
primo maggio
lunedì 30 aprile 2007
Meditaeuropa
Il Festival sarà costituito da una serie di eventi che si snoderanno su diversi ambiti, dalla mostra fotografica, all'incontro letterario, al cinema, alla musica, fino ad arrivare ai "dialoghi" che vedranno coinvolte personalità di grande prestigio internazionale appartenenti al mondo della letteratura, della politica e dell'accademia europea. Filo conduttore di questi diversi eventi il "Mare Nostrum: il Mediterraneo come somma espressione del concetto di frontiera e di ponte che unisce mentre divide."
Qua il programma, i protagonisti, il progetto, i luoghi ... in English, français, español, arabo.
venerdì 27 aprile 2007
continuiamo così...
Since the formation of a new Palestinian unity government two months ago, some countries have begun to take a more open approach, either recognising it or promising to restart direct funding. But the EU, which makes the largest donation to the Palestinians, has yet to lift its boycott despite growing differences between member states.
"There is no change as long as you have in the government a party that refuses to leave its armed wing and armed action," Louis Michel, the EU aid commissioner, said today. "We cannot deal with people who have an armed wing. It would be a very dangerous precedent."
But Mr Michel was criticised after giving a speech to the aid community in Jerusalem today. Nago Humbert, head of the Swiss Médecins du Monde agency, told him: "Your discussion is surreal to the people on the ground. It doesn't reflect the reality."
Gli aiuti che arrivano adesso sono quelli legati all'emergenza ma non allo sviluppo: questo significa che più di 150mila impiegati pubblici (compresi insegnanti e medici) nell'ultimo anno sono stati pagati meno della metà del loro salario.
The EU has established a temporary mechanism to pay money into government employees' bank accounts to alleviate the crisis. It has also asked Israel to pay the frozen tax revenues this way, but without success.
There are some signs of change. Russia, France and China, three of the permanent five UN security council members, have recognised the new coalition government. Norway has said it will start funding. France, Italy and Spain are also thought to want a relaxation of the boycott.
(fonte The Guardian, Eu refuses to lift boycott of Palestinian government)
mercoledì 25 aprile 2007
festa della liberazione
oggi è la festa della liberazione: è il 62° anniversario della liberazione del nostro paese dagli occupanti nazisti e dal governo fascista, liberazione che fu resa possibile dall'intervento degli Stati Uniti e dalla Resistenza partigiana appoggiata dalla popolazione locale (Resistenza italiana, in English here, foto Anpi Pesaro Urbino).Il 25 aprile è una giornata per ricordarci che i diritti, il benessere, la libertà dei quali godiamo non sono qualcosa di scontato e che questi diritti continuano ad essere calpestati.
e che nel mondo ci sono ancora tante "resistenze" all'invasor ... e allora cantiamo la rivoluzione ...
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»
(Bella ciao, versione coro, versione Yves Montand, versione (caotica) di Manu Chao, versione download dei Modena City Ramblers; in English, Bella ciao, Chumbawamba's adaptation in memory of Carlo Giuliani)
PS: un giorno lontano di ottobre 1996, arrivata da poco a Koblenz per il progetto Leonardo, il mio vicino di stanza tedesco si ascoltava Bella ciao ... in italiano ...
martedì 24 aprile 2007
on tour
(fonte Ansa)
''Ho assicurato al presidente palestinese Abu Mazen una politica italiana molto forte perche' da parte della Commissione europea si riprenda l'aiuto finanziario ai palestinesi''. Lo ha detto il premier Romano Prodi in una conferenza stampa dopo l'incontro con il presidente palestinese Abu Mazen. ''Non nascondo la mia preoccupazione oggi per la rottura della tregua da parte di Hamas - ha aggiunto il premier - rottura che condanno fermamente e che spero sia un episodio temporaneo: non e' possibile parlare di pace se vi sono missili e bombe che rompono la tregua (con Israele)''.
(fonte Corriere della Sera)
domenica 22 aprile 2007
flag
I clearly remember when I stopped hanging the flag. It was after I saw the settlers dashing through Palestinian villages, fearsome flags waving from their cars to confront and provoke the residents of the land they had invaded. I said to myself that a flag intended for provocation and confrontation is not my flag. (...) The flag became increasingly distant from me; the national flag became the flag of extreme nationalism.
(...) Since it has become the flag of the occupation, I have remained without a flag.
venerdì 20 aprile 2007
Patch Adams e Miloud Oukili

Oggi è stata conferita nell'Aula Magna di Santa Lucia dell'Università di Bologna la laurea ad honorem in Pedagogia a Patch Adams e Miloud Oukili, il primo clown in ospedale, clown in guerra e clown nei paesi poveri come messaggero di amicizia e di umiltà, il secondo clown tra i bambini di strada di Bucarest capace di condividere, comunicare, essere solidale, insegnare a fare il clown."I am here to call all to a love revolution: let's be nice! take care of everyone" ha detto Patch Adams nella sua lezione dottorale e citando il poeta e mistico persiano Rumi:
Conventional knowledge is death to our souls,
and it is not really ours.
We must become ignorant of what we have been taught,
and be, instead, bewildered.
Run from what is profitable and comfortable.
If you drink of these liquors,
you spill the spring water of your real life.
Forget safety.
Live where you fear to live.
Destroy your reputation.
Be notorious.
I have tried prudent planning long enough.
From now on, I will be mad.
Miloud Oukili nella sua lezione dottorale ha ringraziato: "gli acrobati di un circo squattrinati, noi abbiamo inventato dei nasi rossi contro l'indifferenza e l'avventura si ferma un istante qui, oggi a Bologna. Riconoscimento incredibile per questa scuola della strada e della vita, senza cartelle e senza libri, salvo che questo Piccolo principe si racconti spesso letto, riletto, messo in scena con i bambini".
Incensati dalle bolle di sapone di Miloud e tutti con il naso rosso da clown, non resta che dirvi ... grazie!
Il sito di Patch Adams e dei progetti da lui seguiti (il Gesundheit Institute) è questo, il sito in francese di Parada di Miloud Oukili è qua.
giovedì 19 aprile 2007
Buy Palestinian products, produce locally, and invest in Palestine!
In a statement, the committee secretary Salih Hammad said that it is important to create new peaceful methods of struggle against the Israeli economic occupation. This can be achieved through creating a culture that encourages Palestinians to buy and use Palestinian products, the statement said.
(fonte Maan News)
... un modo pacifico per combattere l'occupazione economica israeliana e cessare la dipendenza palestinese dall'economia israeliana: comprare prodotti, produrre localmente e investire in Palestina.
martedì 17 aprile 2007
ulivi
La pace tra israeliani e palestinesi attraverso la cooperazione economica e produttiva. Parte domani una delegazione pugliese, guidata dalla Cooperativa Commercio Equo e Solidale di Lecce, che in Terra Santa farà visita a diverse cooperative nelle aree di Betlemme e Nazareth, gestite da artigiani e agricoltori israeliani e palestinesi. La visita rientra fra le attività del progetto "Olivo: coltura e cultura del Mediterraneo", promosso dalla Cooperativa Commercio Equo e Solidale di Lecce e finanziato dall'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e dall'Assessorato alla Pace della Provincia di Lecce. L'ulivo, risorsa economica e al tempo stesso emblema culturale nei tre territori, è l'elemento su cui ruota il progetto, che si muove lungo l'approccio del reciproco scambio fra Puglia e Terra Santa: i nostri esperti forniranno esperienza e capacità nell'ambito della valorizzazione e promozione dei prodotti agricoli e artigianali, mentre israeliani e palestinesi ci restituiranno esperienze e capacità che nelle nostre terre sembrano ormai dimenticate, come le produzioni di artigianato in legno d'ulivo e di prodotti cosmetici in olio d'oliva. Oltre a questo lavoro sul terreno della produzione, il progetto promuoverà, nei mesi a venire, una serie di collaborazioni tra le due sponde nord e sud del Mediterraneo, a diversi livelli, Nel mese di giugno, quindi, questi rapporti saranno consolidati e formalizzati, nel corso della visita che una delegazione mista israelo-palestinese restituirà nel territorio pugliese. lunedì 16 aprile 2007
a Gaza per far conoscere al mondo esterno le vicende del Paese
La speranza è che sia senza fondamento, come ha ipotizzato il portavoce del ministero degli Interni palestinese Khaled Abu Hilal, che ha detto di "non ritenere credibile" l'avvenuta uccisione.
Intanto continuano a chiedere notizie sulla sua situazione i genitori, i colleghi, oltre a indagare su questa sparizione il governo britannico insieme all'Autorità Palestinese.
speriamo....
(fonti La Repubblica, BBC news)
giovedì 12 aprile 2007
Of hate, love and narratives
per il post completo (in inglese) clicca qui.
Emergency ritira temporaneamente lo staff internazionale dall'Afganistan
con un comunicato ufficiale, il personale internazionale di Emergency esce dall’Afganistan.A seguito delle vergognose affermazioni del Sig. Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, che in una intervista a un quotidiano italiano ripresa dalla stampa internazionale ha definito Emergency una organizzazione che “fiancheggia i terroristi e persino gli uomini di Al Qaeda in Afghanistan”, facciamo appello ai tanti cittadini afgani che hanno conosciuto il lavoro di Emergency nei Centri Chirurgici di Anabah, di Kabul, di Lashkargah, nel Centro medico e di Maternità del Panjsheer, nelle 25 Cliniche e Posti di Pronto Soccorso, nelle 6 Cliniche all’interno delle prigioni.
Dal 1999, le strutture sanitarie di Emergency hanno fornito assistenza gratuita e di alto livello a oltre 1.400.000 cittadini afgani. Facciamo appello a loro, alle loro famiglie, ai cittadini dell’Afghanistan perché si uniscano a noi nel ricordare al Governo afgano il carattere umanitario e neutrale del lavoro di Emergency in Afghanistan, volto a fornire cure a tutti, senza discriminazione politica, etnica, di genere, religiosa.
Il Governo afgano sta invece ricorrendo a ogni mezzo perché Emergency lasci l’Afghanistan: non solo con le terroristiche dichiarazioni di Amrullah Saleh - che suonano come un aperto invito a colpire la nostra organizzazione - ma anche attraverso la scandalosa e immotivata detenzione del capo del personale dell’ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi, che a nome di Emergency ha messo a rischio la propria vita per salvare quella altrui.
Oggi, 11 aprile 2007, Emergency é stata costretta a ritirare temporaneamente il proprio staff internazionale dall’Afghanistan per ragioni di sicurezza. Per il momento, le strutture sanitarie di Emergency continuano a funzionare grazie alla competenza e alla dedizione dello staff afgano.
Se in futuro le strutture di Emergency non saranno più in grado di fornire gli stessi servizi, sappiano i cittadini afgani che la responsabilità è interamente del loro Governo che ha gettato accuse infamanti sulla nostra organizzazione, mettendo a rischio la sicurezza dei nostri pazienti, del nostro staff afgano e internazionale.
Emergency continuerà ad essere vicina alle sofferenze del popolo afgano, a quei milioni di civili innocenti che da decenni subiscono la atrocità della guerra.
(fonte Emergency)
(in English)
mercoledì 11 aprile 2007
Prisoners or criminals?
the prevailing axiom is that the Palestinians are always "terrorists," even when they act against soldiers and not civilians. The companion axiom to this is that only on our side are there "soldiers," even when they are sent to act against an occupied civilian population.
(fonte Haaretz)
martedì 10 aprile 2007
the wall
The Israeli Wall and Damage to East Jerusalem Palestinians
lunedì 9 aprile 2007
Israel doesn't want peace
The world has been turned upside down and it is Israel that stands at the forefront of refusal. (...) Israel makes a point of setting prerequisites and believes it has an exclusive right to do so. But, time and time again, Israel avoids the most basic prerequisite for any just peace - an end to the occupation. Of all the questions asked during his Passover interviews, no one bothered to ask Olmert why he didn't react with excitement to the recent Arab initiatives, without preconditions? The answer: real estate. The real estate of the settlements.
It's not only Olmert who is dragging his feet. A leading figure in the Labor party said last week that "it will take five to 10 years to recover from the trauma." Peace is now no more than a threatening wound, with no one still talking about the massive social benefits it would bring in development, security, freedom of movement in the region and by establishing a more just society.
(l'articolo completo qui)
domenica 8 aprile 2007
venerdì 6 aprile 2007
un'altra Pasqua
MARCIA DI PASQUA Contenuti e obiettivi della Marcia di Pasqua:
La Marcia di Pasqua che si svolgerà a Roma l'8 aprile 2007 è stata promossa da Nessuno tocchi Caino, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Radicali Italiani per rafforzare, con un invito a tutte le cittadine e i cittadini a partecipare, l'impegno espresso dal Parlamento italiano all'unanimità e del Governo a presentare la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'ONU in corso e conquistare così un nuovo diritto umano e civile per l'umanità intera.
(fonte Nessuno Tocchi Caino)
Contro la pena di morte nel mondo:
Per leggere il testo dell'appello clicca qui.
Per firmare l'appello online clicca qui.
giovedì 5 aprile 2007
Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi
Rahmatullah Hanefi, responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, è detenuto dal 20 marzo dai servizi di sicurezza afgani, senza che ci siano delle prove a suo carico: il suo aiuto potrebbe essere determinante per la liberazione di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Daniele Mastrogiacomo. Solo la Croce Rossa Internazionale è riuscita a vederlo in carcere ma i servizi di sicurezza afgani stanno apertamente agendo in maniera stile nei confronti di Emergency.In un recente comunicato stampa Emergency ha affermato:
L’attività di Emergency in Afganistan non è intesa a compiacere qualche governo o qualche autorità, ma soltanto a rispondere ai bisogni di feriti e malati. Non è pertanto modificabile da circostanze esterne e ad essa non direttamente connesse. Questa attività, ovviamente, può avere luogo solo nelle condizioni che ne consentono lo svolgimento: non ha alcuna funzione simbolica o “di rappresentanza” che ne giustifichi la durata “comunque”. Si svolge grazie al sostegno di un gran numero di donatori che di null’altro ci incaricano che dell’impegno a salvare vite umane. Continueremo in queste attività finché saranno possibili, ma soltanto se saranno possibili. Se in Afganistan essere dipendenti di Emergency costituirà un inedito titolo di reato, non sarà possibile a Emergency continuare quella parte delle sue attività che si svolge in Afganistan. Vogliamo evitare questa situazione esclusivamente per la consapevolezza che l’assenza o la sospensione di questa onerosa attività sarebbe di grave, irrimediabile danno per feriti e malati.
Emergency chiede anche di firmare un appello (a cui abbiamo aderito già in più di 140mila) per chiedere al Governo italiano di impegnarsi per queste liberazioni.
Aderiamo all'appello!
Sign it!
mercoledì 4 aprile 2007
boicottare chi?
Quale boicottaggio preferite?
qua di seguito alcuni stralci dell'articolo del regista e accademico israeliano Haim Bresheeth.
Over the last few months a campaign of vile propaganda has been waged, not for the first time, against liberal Jewish intellectuals who have angered the dominant Jewish communities of the main Western countries.
The charge? Anti-Semitism, no less. In different communities, an accusatory finger is pointed at those Jewish thinkers and artists who have dared to criticise Israel and its illogical, barbaric and counter- productive policies and actions. Anyone who strays from the simple line of full support for whatever Israel chooses to do, however infuriating, is tarred with the brush of anti-Semitism, used as a magical incantation against heretics outside the Zionist faith. (...)
While it may be permissible for intellectuals in some countries to criticise their governments, and it might even be enshrined within the democratic rights of self-expression and public speech, such a right apparently does not exist when discussing Israel. (...)
The cynical use and abuse of the events of the Holocaust seems to be the secret weapon of Israel and its Jewish (and non- Jewish) uncritical supporters. (...)
In many communities, Jews have realised that it is time to stand up and be counted, exactly because of the abuse of the Holocaust and its use in defending that that is indefensible. Many have joined the growing boycott of Israel -- the trade, academic and cultural boycotts -- as non-aggressive options for public and international action against Israel and its continued aggression against Palestine and other Arab countries. That is the real source of worry for organised Zionist institutions; this growing snowball is starting to move, at last, collecting force and momentum along the way and swaying public opinion in a number of countries against Israel and its uncritical protection by Western powers.
The results of such protest actions can be foreseen. We witnessed the growth of the anti-apartheid movement from a small group of radicals and activists to worldwide action that swept away the South African regime and its injustices. This is what Israel and its allies in crime fear most -- a genuine popular movement that will force international involvement in finding a peaceful and just solution to the conflict after all Western-led attempts have failed miserably due to their total commitment to the Israeli cause and their implicit support for the continued occupation and its iniquities.
While this popular boycott is gathering pace, and being attacked as anti-Semitic, another boycott has been very successfully applied for a whole year. Since January 2006, when democratically-run Palestinian elections produced large popular backing for Hamas, Israel and its Western allies -- the so-called "Quartet" -- have illegally boycotted Palestine and its government in every way possible. (...)
The Quartet boycott, which includes the UN, is illegal, like the preceding Afghanistan and Iraq fiascos, and as likely to produce the opposite results of those projected by its participants. It is also a boycott that is destructive, divisive, and which exposes the population of Palestine to shortages of food, medicine and funds to run their basic services, neither was it discussed nor voted upon by parliaments anywhere, or even publicly debated in a serious manner.
Which boycott do you prefer? Which is more likely to cause harm, and which is the one that may contribute to a future just solution and peaceful coexistence? Remembering South Africa is useful and spurious accusations of anti-Semitism should not prohibit rational and much-needed debate.
(qua l'articolo completo pubblicato su Al-Ahram Whose boycott is it anyway).
martedì 3 aprile 2007
Dutch-Palestinian Week, April 2-8
Under the title, 'Youth are the future', a Dutch rapper is performing in a refugee camp in Bethlehem (West Bank) and in Sakhnin (northern Israel), and a graffiti artist will demonstrate his skills on the Separation Wall in Anata (north of Jerusalem).
Musica, arte e mondo giovanile: la cittadinanza attiva passa anche da qui!
(fonte Maannews)
domenica 1 aprile 2007
cogliere opportunità di pace
Israeliani e palestinesi non debbono perdere "l'opportunità" di far ripartire i negoziati, dopo che i Paesi arabi hanno rinnovato l'offerta di una pace con lo Stato ebraico confermando l'appoggio al piano saudita del 2002, la cosiddetta Iniziativa Araba, che prevede in cambio la restituzione di tutti i territori invasi da Israele durante la Guerra dei Sei Giorni, nel '67, e poi annessi unilateralmente. (...) "Attraversiamo un periodo in cui percepiamo che le cose si stanno muovendo", ha dichiarato la signora Merkel in un discorso all'Università Ebraica di Gerusalemme, dove ha ricevuto un dottorato 'honoris causa'. "C'é una finestra di opportunità", ha proseguito il cancelliere, in cui "il mondo arabo è pronto a parlare del conflitto mediorientale e delle sue soluzioni".
Da Ramallah, Abu Mazen rilancia ugualmente che Israele deve rispondere con "passi concreti all'iniziativa (di pace, ndr) lanciata dai Paesi arabi": il premier Olmert, che ha giudicato interessanti alcuni punti del piano saudita, ha riconosciuto al termine dell'incontro a Gerusalemme con il cancelliere tedesco che "Israele si trova di fronte a un incrocio cruciale in cui prendere importanti decisioni", e ha aggiunto: "Siamo in una fase nella quale, da un lato, ci sono minacce da affrontare mentre, dall'altro, esiste l'opportunità di far avanzare il processo diplomatico con i Paesi arabi".
(fonte la Repubblica 1 e 2)



