lunedì 27 ottobre 2008

contro l'assedio a Gaza

I muri trionfano sui ponti… la conferenza sull’assedio è una vittima dell’assedio
Di colpo, il Gaza Community Mental Health Programme ha scoperto che la sua conferenza internazionale "Assedio e salute mentale… Muri contro ponti" è sotto assedio. La conferenza era stata fissata per il 27-28 ottobre nella Striscia di Gaza. Tuttavia, dopo un anno di pianificazione e preparazione, la conferenza accademica è stata sconvolta dalla decisione delle Autorità Israeliane di negare il permesso di ingresso ai partecipanti internazionali a sole due settimane dalla conferenza. Quale migliore ironia per evidenziare gli effetti dell’assedio? La conferenza è stata organizzata per contribuire, in quanto forum, alla discussione professionale e allo scambio scientifico concernente l’impatto dell’assedio di Gaza su bambini, famiglie, comunità e sugli sforzi per raggiungere la pace. L’obiettivo è di ospitare esperti, ricercatori e accademici da tutto il mondo per costruire ponti per il dialogo, conoscenza reciproca e pace. Sono attesi almeno 120 partecipanti dalle università di tutto il mondo. Venticinque di loro presenteranno documenti e ricerche originali. Gli argomenti principali che saranno trattati in modo professionale riguarderanno la salute mentale e temi legati ai diritti umani. Se Israele impone un rigido assedio sull’intera popolazione della Striscia di Gaza per "motivi di sicurezza", come dichiarato, noi ci stupiamo di come una simile conferenza possa costituire una minaccia per la sicurezza di Israele. Queste azioni rappresentano un grave colpo ai diritti della libertà accademica, alla libertà di parola, di educazione e al dialogo culturale. Consideriamo questa azione come la volontà di bloccare la comunicazione, distorcere la piattaforma per un reciproco riconoscimento, comprensione e ammissione della sofferenza degli altri.
Ancora una volta, e contrariamente a quanto dichiarato, Israele – come forza occupante- dimostra che di fatto sta controllando la Striscia di Gaza, impedendo alle persone di entrare e uscire. Nonostante tutte le difficoltà, siamo determinati a fare in modo che la conferenza abbia luogo. Abbiamo previsto che gli internazionali parteciperanno alla conferenza da Ramallah e saranno in collegamento video con Gaza e con i partecipanti locali che non hanno il permesso di uscire dalla Striscia da parte delle Autorità Israeliane. Noi diciamo che, se Israele può imporre l’assedio ai nostri corpi, non può però assediare le nostre menti né le nostre relazioni con il mondo esterno. Nonostante l’ingiusta decisione, siamo determinati a continuare con la conferenza così some previsto. Vogliamo poter raggiungere gli scopi della conferenza così come accrescere la conoscenza sulle catastrofiche conseguenze umanitarie dell’assedio sulla popolazione civile di Gaza.
Chiediamo alle Autorità Israeliane di rivedere la loro decisione e di permettere ai partecipanti alla conferenza di entrare a Gaza. Infine, chiediamo con urgenza a partecipanti, amici, gruppi di solidarietà, organizzazioni per i diritti umani e comunità per la salute mentale di protestare contro questa decisione, di denunciarla, e di divulgare le attuali politiche israeliane e le violazioni dei diritti umani.

Ogni iniziativa che sarete in grado di fare per il 27 Ottobre sarà estremamente importante: piccole azioni con cartelli che ribadiscono "No all’assedio di Gaza", "End the siege on Gaza", oppure messaggi di solidarietà e sostegno da inviare agli organizzatori della Campagna per mettere fine all’assedio di Gaza. (http://www.end-gaza-siege.ps/)

Traduzione a cura dell'Ufficio di Luisa Morgantini (Francesca Cutarelli e Barbara Antonell

i)

sabato 25 ottobre 2008

moving

Sweden's Assa Abloy AB, the world's largest lock maker, said Tuesday it would move a production plant from an Israeli settlement in the West Bank after being criticized by human rights groups.
The announcement followed a critical report by the Church of Sweden, aid group Diakonia and SwedWatch, a nonprofit group that monitors the conduct of Swedish businesses. The report said Assa Abloy disrespects international humanitarian law by conducting business in occupied territory.

fonte Associated Press

Il gruppo svedese Assa Abloy, leader mondiale dei sistemi di serratura, ha dichiarato lo scorso martedì di essere intenzionato a spostare l’impianto di produzione ora all’interno di un insediamento Israeliano, in Cisgiordania, a seguito delle critiche avanzate da gruppi in difesa dei diritti umani.
La dichiarazione ha seguito un rapporto critico realizzato dalla Chiesa Svedese, il gruppo Diakonia e SwedWatch, un’associazione no-profit che monitora la condotta delle industrie svedesi. Secondo il rapporto, Assa Abloy - gestendo affari su territorio occupato - non rispetta il diritto umanitario internazionale.

(trad. a cura dell'ufficio di Luisa Morgantini)

venerdì 17 ottobre 2008

Salwa e Sara: in carcere senza un perché

E’ la notte del 5 giugno 2008 nella città di Betlemme. L’Israeli Security Agency (Agenzia di Sicurezza Israeliana, ISA) entra nelle case delle famiglie Salah e Siureh. Salwa e Sara entrambe di 16 anni e mezzo vengono bendate, ammanettate e portate via su una jeep militare. Senza spiegazioni, senza un’accusa precisa. Le due ragazze sono portate prima nella prigione di Telmond e in seguito in quella di Ofer per essere interrogate. Qui una mappa dei centri di detenzione israeliani: un numero impressionante per un paese così piccolo. Le famiglie si muovono per cercare di capire che cosa è successo alle ragazze. Perché le hanno arrestate? Che cosa hanno fatto? In che guaio si sono cacciate? Nessuno risponde. Un aiuto arriva dall’ong palestinese Addameer che inizia a seguire il caso di Sara e Salwa. L’organizzazione supporta i prigionieri politici palestinesi attraverso consulenze legali, campagne in difesa dei diritti umani e contro le torture, ed è partner di Amnesty International, Human Rights Watch, OMCT (World Organization Against Torture) e FIDH (la Fédération internationale des ligues des droits de l’Homme).

fonte Alesandro Bernardini su Il Giornalettismo

sabato 11 ottobre 2008

Ramallah Underground live in Bologna (TPO)

Terra di Tutti Film Festival 08 @ TPO_Concerto 11 ottobre 2008 23.00
I Ramallah Underground sono un collettivo musicale di Ramallah, Palestina, fondato dagli artisti Boicutt, Stormtrap e Aswatt con lo scopo di innovare la cultura araba attraverso la musica. Gli artisti spaziano dall’elettronica araba, hip-hop, trip hop fino al downtempo con il senso profondo di appartenenza alla loro cultura locale e con la presenza significativa della Palestina nella loro vita. Il risultato è una nuova sonorità unica, mai sentita prima.
I R.U. hanno collaborato con numerosi artisti in tutto il mondo, dal Libano, all’Italia, alla Svizzera, alla Gran Bretagna, alla Francia e agli Stati Uniti. Hanno realizzato spettacoli live a Ramallah, Betlemme, Vienna, Londra, Il Cairo, Losanna, Bruxelles, Amsterdam e Washington. Incorporato nelle loro performance anche istallazioni visive grazie alla collaborazione con l’artista palestinese Ruanne, regista di “Double exposure”, di cui hanno scritto la colonna sonora.

mercoledì 8 ottobre 2008

tagli

(...) la cooperazione allo sviluppo subirà un taglio di 411 milioni di euro, oltre il 56 per cento in meno rispetto alle disponibilità del 2008, e potrà dunque fare affidamento solo su 321 milioni di euro. Si tratta del minimo finanziario dal 2000 e corrisponde alla metà delle risorse investite nel 2001. (...)
"il vero volto dei tagli è quello dei milioni di persone che ne subiranno le drammatiche conseguenze e le migliaia di piccole e grandi attività che si devono e possono fare nei paesi destinatari".

Fonte: da APCOM Finanziaria/ Tagli a cooperazione,allarme Cini: risorse crollate

martedì 7 ottobre 2008

211: Anna

Esattamente due anni fa, il 7 ottobre 2006, la giornalista russa Anna Politkovskaya fu assassinata nell’ascensore del suo palazzo, a Mosca.
Fare il giornalista, e farlo bene, è diventato uno dei mestieri più pericolosi nella Russia di Putin, e Anna era una delle più scomode.
211: Anna ripercorre tutta la carriera di Anna Politkovskaya, dagli inizi accanto al marito, giornalista e conduttore di uno dei primi programmi “liberi” dell’era Gorbaciov agli articoli sulla Novaja Gazeta. Il documentario contiene immagini inedite e rare della giovinezza di Anna e propone sue testimonianze filmate nei mesi precedenti il suo omicidio.
Negli ultimi tempi stava conducendo un’inchiesta sulle torture e sulle violazioni dei diritti umani in Cecenia e ripeteva spesso “E’ un miracolo se sono ancora viva”.
211: Anna non è solo la storia di una vita appassionante ma è anche la chiave per conoscere uno dei grandi misteri contemporanei: la Russia dell’era Putin.
Un numero e un nome danno il titolo al documentario.
211 sono stati i giornalisti assassinati dalla caduta dell’impero sovietico.
E la duecentundicesima vittima è proprio Anna Politkovskaya.
Un numero e un nome, ma anche una donna straordinaria, 211: Anna.

dal sito Doc 3 della Rai

211: Anna è un film di Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti, andrà in onda stasera, martedì 7 ottobre 2008, alle 23.45 su Rai 3.

giovedì 2 ottobre 2008

casa

e sono ritornata!
:-)

mercoledì 1 ottobre 2008

Wadi Qult

un sentiero impervio tra i sassi.
perdere il proprio sguardo tra le montagne di roccia e il deserto per poi trovare l'oasi con acqua, piante e fiori.
Una meraviglia.

lunedì 29 settembre 2008

Eid


... e tutti in strada a festeggiare ...
happy Eid a tutti!

domenica 28 settembre 2008

Matabb

MATABB (Arabic for ‘Speed Bump’) is an all-new Palestinian TV-serial. The title of the series is derived from the notorious and randomly built speed bumps on Palestinian streets. The title metaphorically refers to the ups and downs in the life of its protagonists. The setting is one of the abundant non-government organizations (NGO) in Ramallah which are mainly funded from abroad. (...)
Fonte Matabb

I matabb sono quei simpatici rallentatori (correttamenti dossi artificiali) alti dai 20 ai 70 cm piazzati (senza alcuna segnalazione) in qualunque strada palestinese, dove di norma, se ti va bene e li vedi inchiodi la macchina per evitare di toccare con la macchina, di distruggere le sospensioni e grattare la marmitta ... se invece non li vedi...
questa soap opera, invece, prodotta dal Goethe Institut con il support dell'Unione Europea, ha avuto non pochi problemi prima della messa in onda per via di un certo approccio considerato "troppo morbido" nei confronti della occupazione israeliana... ma alla fine è andata in onda.
Ed è visibile sul sito del Goethe Institut.

giovedì 25 settembre 2008

Ramadan under siege in Gaza

I've no idea what I am supposed to do in this month,” said 27-year-old Ahmed Mousa, father of two and manager in the near stagnant Palestinian sales sector. “It is supposed to be a month of joy, prayer, and visiting family members, but nothing my family needs can be found in the market, or if it is I can’t afford it anyways. I can neither afford the goods there are nor go home empty handed.

fonte Maan News Agency

mercoledì 24 settembre 2008

Iftar time


...time to hurry up in Manara square ... run run run ...

martedì 23 settembre 2008

multa

una multa: succede anche a Ramallah! non avevo mai visto nè sentito dire da nessuno di multe in Palestina... qualcosa si sta muovendo, sta cambiando...
già lo scorso anno era partita una campagna di educazione stradale, con strisce pedonali, vigili fischianti ai pedoni che osavano attraversare in altri punti della strada; poi sono arrivati un po' di semafori con il controllo ... ora i vigili (è un vigile, poi?) che fanno le multe.
Questo significa che devo ri-cominciare a guidare bene (non alla palestinese come faccio di solito quando sono qua :P)

sabato 20 settembre 2008

International Peace Day

Consisting of several hundreds of bereaved families, half Palestinian and half Israeli, The Families Forum has played a crucial role since its inception in 1995, in spearheading a reconciliation process between Israelis and Palestinians. The Forum members have all lost immediate family members due to the violence in the region. We strive to offer a breakthrough in people's frame of mind, to allow a change of perception, a chance to re-consider one's views and attitudes towards the conflict and the other side. The Forum activities are a unique phenomenon, in that they continue during all political circumstances and in spite of all tensions and violence in our region. Our members initiate and lead projects throughout the Israeli and Palestinian communities.

Oggi ricorre la giornata internazionale della pace e il Parents Circle-Families Forum (PCFF) organizza alcune visite a luoghi significativi in cui il conflitto è particolarmente sentito.

giovedì 18 settembre 2008

Zan

Hanno chiuso Zan, uno dei pochi locali carini e "alternativi" di Ramallah ... ci sono dei problemi tra il proprietario e il management del cinema teatro che si trova nello stesso edificio...
pare che siano in cerca di una nuova sede.... sigh ...

martedì 16 settembre 2008

Jerusalem

sono a Jerusalem a lavorare, una serie di meeting in qua e là che mettono alla prova duramente tutti ...
ma comunque il tramonto davanti alla porta di Damasco è uno spettacolo ..... e ti ripaga da ogni fatica.

venerdì 12 settembre 2008

mai di venerdì

oggi ho avuto la pessima idea di mettermi in macchina intorno alle 13.00 ... nella zona di Qalandia era il caos più totale, non si andava avanti (nè indietro), per facilitare le cose c'era chi utilizzava la corsia in senso opposto per creare un'ulteriore coda su una strada che ha le corsie separate da blocchi di cemento... un delirio ...

(la foto è di BasketPal ed è presa da qua)

mercoledì 10 settembre 2008

Israel deliberately forgets its history

An Israeli historian suggests the diaspora was the consequence, not of the expulsion of the Hebrews from Palestine, but of proselytising across north Africa, southern Europe and the Middle East

an article by Schlomo Sand, Le Monde diplomatique
(Shlomo Sand is professor of history at Tel Aviv University and the author of Comment le people juif fut inventé (Fayard, Paris, 2008)

martedì 9 settembre 2008

Good luck


ho preso a noleggio una fantastica macchina, una Renault Clio nera col cambio automatico (lo so, un po' maraglia), tutti gli accessori possibili, compreso stereo mp3/wma, comandi sul volante, etc...
non l'ho scelta, era la macchina più economica disponibile alla Goodluck Rent a Car di Jerusalem ... un nome, un programma... e speriamo bene ...

domenica 7 settembre 2008

back in Ramadan

beh, tornare a Ramallah con il Ramadan appena iniziato ha una serie di risvolti pseudo-comici:
-innanzitutto l'orario: c'è un'ora di differenza tra Israele e la Palestina, per cui quando a Ramallah sono le 15.00, a Gerusalemme sono le 16,00 (ma almeno l'ora di Ramallah è la stessa dell'Italia). Ovviamente questo complica le relazioni tra chi gestisce un progetto da Gerusalemme, da gli appuntamenti e viene a lavorare a Ramallah presentandosi un'ora in anticipo (la mia coordinatrice che non ce la può fare ... Oh my God ...);
-il digiuno: digiunare è un'ottima scusa a qualunque cosa... sono in ritardo, sbaglio la strada, non ti ho telefonato, mi sono dimenticato di qualcosa, ho perso le chiavi, non riesco a concentrarmi, non so più chi sono/dove sono/cosa faccio.... perchè sto digiunando.... ok, è vero, non è facile lavorare durante il Ramadan (anche se gli orari vengono ridotti) ma magari non è sempre il digiuno che crea questi imprevisti :-)
-il non digiuno: se anche non digiuni (e c'è un sacco di gente che non digiuna, oltre ai cristiani) non ti metti a mangiare e/o bere davanti agli altri... quindi se alle 14.00 ti trovi a Nablus fuori dal check-point in un parcheggio sotto il sole cocente ad aspettare che il tuo service parta per riportarti a casa e ci sono 37 gradi all'ombra (molti di più nel mezzo pubblico) e per caso ti viene voglia di bere qualcosa perchè hai un po' di arsura... te la tieni!
-Iftar: è il momento in cui si interrompe il digiuno all'ora del tramonto. Adesso è intorno alle 18.00 e qualche minuto. Vietato trovarsi fuori dalle 17,30 in poi specie se in macchina, tutti corrono per tornare a casa (o al ristorante) per la pantagruelica cena, possibilmente in famiglia, possibilmente in almeno 10 persone, possibilmente si mangia tutto (ho ricevuto una marea di inviti all'Iftar di famiglie di amici, non sopravviverò). Il risvolto positivo è che durante la cena non c'è nessuno in giro per strada e si gira molto bene in macchina :-)))