lunedì 16 ottobre 2006

in casa

oggi sono andata a casa di Omayya e della sua famiglia (grazie al fratello di suo marito Mustafa e alla sua famiglia), l'insegnante da cui ero già andata un po' di tempo fa: un bel gruppo di adulti e bambini, carichi di dolcetti, regalini, ovetti kinder, patatine per andare a fare bisboccia nel dopo Iftar.
Eravamo tutti visibilmente emozionati, mi hanno rimpinzato di tutto, the, frutta, dolci, patatine, sprite, biscotti, fatto foto, video (con la digitale nuova di Mustafa), giocato con le sorpresine degli ovetti, visto foto della famiglia di Omayya (che vorrebbe che andassi a conoscere ma non stanno a Ramallah), cercato di comunicare tra parole in inglese, italiano, arabo e molti sguardi.
Omayya è sempre la stessa ma mi è sembrata un po' giù: ha voglia di andare a lavorare, di fare esercizio (è insegnante di educazione fisica) e di non fare solo la mamma e la casalinga. Aveva il viso un po' spento anche se mi ha sorriso tutto il tempo e mi ha chiesto scusa per essere "più brutta"....
uffi ....

domenica 15 ottobre 2006

Wishah Popular Dance troupe


Spettacolo al Ramallah Cultural Palace del Wishah Popular Dance troupe, un gruppo di danza che lavora sul recupero delle danze popolari arabe e palestinesi inserendole però in contesti narrativi (per cui lo spettacolo non è solo danza ma anche storia... purtroppo per me, non capendo l'arabo, era alqanto difficile seguirne la trama!)
bello, carico, musiche e coreografie valide, vestiti deliziosi...

sabato 14 ottobre 2006

dalla finestra


mi sembrava di essere dentro un presepe, con la pastorella davanti alla finestra della sala da pranzo che portava in giro le sue capre...

venerdì 13 ottobre 2006

Premio Nobel per la PACE


Oggi è stato assegnato il premio Nobel per la pace a Muhammad Yunus e alla Grameen Bank (diviso in parti uguali) "for their efforts to create economic and social development from below" (per i loro sforzi di creare sviluppo economico e sociale dal basso).
La motivazione continua "Lasting peace can not be achieved unless large population groups find ways in which to break out of poverty. Micro-credit is one such means. Development from below also serves to advance democracy and human rights" (La pace duratura non può essere ottenuta a meno che larghe fasce della popolazione non trovino mezzi per uscire dalla povertà. Il microcredito è uno di questi mezzi).
"Nato nel 1940, Muhammad Yunus nel 1972 diventa capo del dipartimento economico dell'universita' di Chittagong e nel 1974 Yunus accompagna alcuni studenti in visita nelle zone più povere del Bangladesh, dove carestia e povertà uccidono milioni di persone. Quel viaggio cambia la sua vita e decide di dover fare qualcosa: presta 27 dollari a un gruppo di 40 donne che facevano cesti in bambù, in modo da consentire loro di espandere l'attivita' e di uscire dal giro degli usurai. Fu l'inizio della Grameen Bank, un sogno che andava in senso contrario a tutte le altre banche. La Grameen Bank avrebbe prestato denaro ai più poveri, e tra i più poveri ha scelto le donne, che in Bangladesh contano meno della terra che pestano. Persone che nella maggior parte dei casi non possedevano nulla e che quindi non potevano fornire garanzie sulla restituzione del denaro. Ma che raccolte in piccoli gruppi erano una forza, fosse anche solo quella della disperazione. Sono le donne che vedono i loro figli morire per colpa delle alluvioni, sono le donne quelle che lavorano tutto il giorno e la cui volontà è indistruttibile. Yunus le ha messe insieme, a gruppi di cinque, e ogni donna era la garanzia per il gruppo, insieme potevano affrontare i disagi di una (con gli uomini che si spaventavano per queste novità e per la loro indipendenza, i sacerdoti che vedevano nella Grameen Bank una minaccia alle tradizioni patriarcali).
Oggi la Banca dei poveri, anche se il suo nome significa la Banca dei villaggi, elargisce microprestiti a 6,6 milioni di "clienti" poveri. Ma sono nate centinaia le iniziative simili in tutto il mondo raggiungendo complessivamente 80milioni di persone. In Bangladesh, dati aggiornati a agosto 2006, conta 2.226 filiali e piu' di 18.000 dipendenti che arrivano praticamente in tutti i 70mila villaggi del Paese. E' il quarto istituto bancario del Bangladesh.
9 clienti su 10 sono donne e la percentuale di restituzione dei prestiti è del 98,85%, un sogno per le banche di stampo capitalistico.Questo ha fatto sì che dal 1995 la Grameen Bank non riceve più contributi da donatori, ma si finanzia unicamente con i depositi dei suoi azionisti, gli stessi beneficiari dei prestiti.
Dalla sua fondazione a oggi, tranne che per tre anni, è sempre stata in attivo, con un giro di soldi di 5,72 miliardi di dollari. Il prestito medio è di 309 dollari, il piu' alto mai concesso è stato di quasi 20mila, serviti al marito di una delle socie per acquistare un camion. I prestiti sono di quattro di tipi e hanno interessi diversi: 20% per chi ha un'attività produttiva, 8% per finalità abitative, 5% per gli studenti e senza interessi per i mendicanti. Non sono richieste garanzie patrimoniali, solo una promessa". (fonte: il blog di Jacopo Fo).
"il "sistema Yunus" ha provocato un cambiamento di mentalità anche all'interno della Banca Mondiale, che ha cominciato ad avviare progetti simili a quelli della Grameen. Il microcredito è diventato così uno degli strumenti di finanziamento usati in tutto il mondo per promuovere sviluppo economico e sociale, diffuso in oltre 100 nazioni in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Uganda. "In Bangladesh, dove non funziona nulla - ha detto una volta Yunus - il microcredito funziona come un orologio svizzero". (fonte: la Repubblica)
il mondo si può cambiare, si può portare la pace partendo da soluzioni trasversali che cambiano il modo di vedere le cose, senza attaccare, senza intervento militare, senza scontri tra culture o nel territorio... dobbiamo solo avere il coraggio di fare quello che può sembrare impossibile...

Gaza

L'inchiesta di Flaviano Masella e Maurizio Torrealta su Rai News 24 "GAZA. FERITE INSPIEGABILI E NUOVE ARMI": articolo, video, foto, approfondimenti (compreso un articolo pubblicato su Ha'aretz), orari della messa in onda.

"
GAZA. INEXPLICABLE WOUNDS AND NEW WEAPONS" edited by Flaviano Masella and Maurizio Torrealta for Rai News 24: an article, video, foto, more information (Ha'aretz article), time of bradcasting on Rai News 24 channel.

giovedì 12 ottobre 2006

Things go better with rights

un articolo di Zahi Khouri (Chairman and CEO of the National Beverage Company/Coca-Cola in Palestine) pubblicato sul The Wall Street Journal il 30 settembre 2006.

"Our humanitarian crisis is not the result of a natural catastrophe. There was no tsunami, earthquake or drought. We helped to build nations. We have the natural resources and human capital to build a thriving, stable Palestinian economy as well. We do not need international handouts. We need the free movement of people and goods. We need unrestricted gateways between the occupied Palestinian territory and the rest of the world. American policy makers have tremendous influence with Israel. They should use it to insist on freedom of movement of people and goods, and to maintain access for Palestinian Americans and Palestinians with other foreign passports to continue to play a role in economic development. A vibrant Palestinian economy serves the interests of all -- Palestinians, Israelis and Americans."

mercoledì 11 ottobre 2006

Iftar

oggi siamo andati all'Iftar (il pasto che rompe il digiuno ramadanico) al ristorante Darna: ci siamo presentati alle 17 per vedere come funzionava. C'erano già parecchie persone, soprattutto gruppi familiari o di amici con tavolate da 20 persone.
Ci hanno dato un tavolo già pronto con alcune "salads" (un paio a base di pomodori, cetrioli, rucola, menta, prezzemolo, cipolla, in dosi variabili, poi l'hummus, il muttabal -o baba ghanoush) e bevande varie (acqua, aranciata, bevanda di carruba).
Al canto della preghiera che annuncia l'inizio del tramonto si può iniziare a mangiare: per tradizione abbiamo cominciato con un dattero. Era stato allestito un buffet con una quindicina circa di piatti principali a base di carne (manzo, agnello, montone, pollo) o pesce (orata) cucinati in vari modi e accompagnati da riso o burgul e da verdure (cavolfiore, patate, carote...). Non siamo risuciti ovviamente ad assaggiare tutto, sembrava di essere a un matrimonio (ai dolci non ci siamo neanche arrivati!).
Caffè al cardamomo e nargilè hanno completato il tutto...
poi via a Tel Aviv, ad accompagnare "la strana coppia" all'aereoporto per la loro partenza....

... sigh ...

martedì 10 ottobre 2006

ristorante etiope


oggi siamo venuti a Jerusalem per un ultimo giro prima della partenza del mio collega e ne abbiamo approfittato per mangiare qua: per cambiare un po', siamo andati in un ristorante etiope e ne siamo stati molto contenti (ottima cucina, a volte un po' piccante, e l'
enjera (un pane spugnoso, grande e sottile) è davvero particolare, anche il fatto di mangiare da un unico piatto di enjera su cui appoggiare le carne e le verdure è molto piacevole).
Poi ritorno a Ramallah per un
arak allo Zan e chiacchiere....

lunedì 9 ottobre 2006

saloon

uno dei nostri vicini di casa, che stasera stava fumando il narghilè nel cortile davanti casa con un amico, è un parrucchiere: Firas Saloon a Ramallah, per lo meno dal biglietto da visita, ha l'aria di essere un gran bel posto. Firas, il vicino, ha studiato anche un anno a Roma (una quindicina di anni fa), se non è rimasto fermo alle pettinature anni '90 quasi quasi ci faccio un salto per una messa in piega (ha detto che non mi fa pagare....)

domenica 8 ottobre 2006

Nimrod fortress & Dead Sea


continuiamo il giro visitando la
fortezza di Nimrod (sempre nel Golan), fortificazione eretta dagli arabi nel 1229, utilizzata poi da Crociati, fino all'abbandono per perdita di importanza strategica (a parte l'utilizzo durante la guerra dei sei giorni nel 1967), circondati da gruppi di scout israeliani chiassosi e vacanzieri.
Poi decidiamo di tornare a casa ma al tramonto deviamo per un bagnetto e relativi fanghi nel Mar Morto... che delizia!
serata tranquilla, che stanchezza...

the Occupied Golan Heights

le alture del Golan sono un territorio che era della Siria e che nel 1967, durante la guerra dei sei giorni, è stato invaso e occupato da Israele. I nuovi confini di Israele nel Golan non sono stati riconosciuti dalla comunità internazionale: dal 1974 è presente un'unità dell'UNDOF (the United Nations Disengagement Observer Force) di circa un migliaio di UN peacekeapers per controllare e mantenere il cessate il fuoco (che permane dal 1974) tra Siria e Israele con un'area di separazione nota come UNDOF Zone.
Nel 1967 la strategia militare degli israeliani ha fatto sì che quasi tutti gli insediamenti degli arabi siriani venissero rasi al suolo, ad eccezione di 6 villaggi (poi diventati 5): di una popolazione di 130.000 abitanti ne rimasero poco più di 6.000, il resto evacuati. Ciò ha dato il "diritto" agli israeliani di iniziare immediatamente la costruzione di numerose e ordinate colonie "perchè abbiamo trovato il territorio abbandonato, evacuato" (la strategia di radere al suolo i villaggi, cambiarne nome, creare zone abitate di stile israeliano in cui insediare ebrei anche emigrati dai paesi dell'est è la più usata) Inoltre molti campi sono stati recintati e minati in modo che a nessuno venga voglia di costruire qualcosa o utilizzarli (ci sono state una sessantina di vittime, tra morti e feriti). Tuttavia, la popolazione attuale del Golan è di circa 36.000 persone (19.000 israeliani in 34 settlements e 17.000 siriani a maggioranza drusa).
Questo ci racconta Sulman (che ci ha affittato la camera), che lavora alla Golan For Development, quando, dopo un'abbondante colazione (pane, uova sode, humus, pomodori, cetrioli, formaggi vari, infuso di salvia...), siamo andati con lui prima alla fondazione (dove ci ha dato informazioni varie sulle attività e i servizi offerti), poi ci ha portato a vedere la Valle delle grida (o delle lacrime) un posto nella parte tra il supposto confine israele-siria separato da circa un km inattraversabile (la UNDOF Zone), dove le famiglie da una parte e dall'altra si vedono e parlano col megafono a distanza o festeggiano matrimoni, ricorrenze, etc o comunque è la zona della separazione per chi, ad esempio, varca il confine per andare in Siria e non potrà mai più tornare indietro (v. il film La sposa siriana).
Poi abbiamo salutato Salman e siamo andati a veder un laghetto lì vicino, in un groviglio di campi di meli e peschi e vigneti... in primavera deve essere molto bello e verde, ora era tutto un po' secco ma pieno di mele!


PS: non riesco ad aggiungere alcuna foto a questo post... ma perchè?

sabato 7 ottobre 2006

Majdal Shams

beh, la sensazione di essere in un luogo molto particolare ce l'abbiamo da quando girando per le strade del Golan vediamo intere zone completamente disabitate accanto a cittadine ma soprattutto a colonie israeliane.... presto però è buio e arriviamo a Majdal Shams: il villaggio è sulle pendici del Monte Hermon, è un villaggio siriano, sì, siriano perchè la Regione del Golan non è propriamente israeliana ma si tratta di territori occupati (The Occupied Golan Heights). La casa dove andiamo noi (dopo esilaranti telefonate col proprietario Salman, conosciuto da tutti in paese ma che stava lavorando e non poteva passare a prenderci subito) è a circa 1200 mt di altitudine con una bella vista sul villaggio e sul confine siriano (vabbe', confine, in realta' noi saremmo gia' in Siria..) La città è un reticolo di strade che salgono e scendono, c'è una forma di struscio tra le macchine di maragli (alettoni e lucette, finestrino giu' e paglia in bocca) e di belle niocche che viaggiano a coppie sbirciando nei finestrini. Qua niente velo, molta libertà, e solo i drusi vestiti di nero si notano in un paese che potrebbe benissimo essere occidentale (qua maggiori informazioni sui drusi, in inglese).
I drusi sono una comunità islamica di tipo esoterico che crede nella trasmigrazione delle anime: sono "chiusi" e i loro dogmi vengono rivelati solo agli iniziati (che pare, però, che possano essere solo drusi di nascita, difficilmente ci si può convertire). Si vestono di nero con copricapo bianco, gli uomini hanno pantaloni molto belli, larghi e sbuffanti fino al ginocchio, poi stretti, e una giacca corta senza collo, le donne gonna e maglia nera e un velo bianco in testa (ma solo appoggiato).
Dopo una cena semplice, andiamo a casa, due chiacchiere col padrone e giochi con una dei figli e poi a nanna.
(la foto è presa dal sito del Golan Development)

il Lago di Tiberiade



gita fuori porta: si va al Lago di Tiberiade (conosciuto anche come Mar di Galilea o Lago di Genezaret o di Kinneret... il che la dice lunga sulla splendida convivenza tra i popoli di questa nazione), io, il mio collega e un suo amico che sta facendosi un giretto tra Giordania, Egitto e Israele.
La strada scorre tra il deserto roccioso, alla nostra destra il fiume Giordano e il confine con la Giordania: molto arido, del fiume non c'è praticamente traccia, solo a volte qualche campo coltivato (degli israeliani) e palmeti e bananeti.
Il lago è abbastanza grandino, quasi tutte le spiagge di sassi sono a pagamento ma riusciamo a trovarne una libera per fare un bagnetto nel pomeriggio (fuori ci sono 35 gradi): nel complesso, però, questo posto non ci entusiasma più di tanto per cui pensiamo di andare via verso altre mete quando ci ricordiamo delle Alture del Golan e di amici cooperanti che ci sono già stati. Una telefonata e via, su nel Golan.
Vogliamo andare a Majdal Shams, villaggio abitato dai drusi.

venerdì 6 ottobre 2006

education in Palestine

il numero di ottobre di This week in Palestine è interamente dedicato all'educazione: e lo sciopero va avanti...

giovedì 5 ottobre 2006

Ramadan

che cosa significa il Ramadan a Ramallah? beh, in effetti posso dire come funziona qua, una città palestinese con una situazione particolare...
Il Ramadan è il nono mese dell'anno secondo il calendario musulmano. È il mese dell'anno nel quale, secondo la tradizione islamica, è iniziata la rivelazione del Corano. Per i fedeli musulmani è il mese della preghiera islamica e della meditazione. Dato che il calendario musulmano è composto da 354 o 355 giorni, il mese di Ramadan di anno in anno cambia tutte le stagioni.
Il digiuno (sawm) durante tale mese costituisce il quarto dei Cinque pilastri dell'Islam e chi ne negasse l'obbligatorietà sarebbe kāfir, colpevole cioè di empietà massima e dirimente dalla condizione di musulmano. Nel corso del mese di Ramadān infatti i musulmani praticanti debbono astenersi - dall'alba al tramonto - dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali.

Quando tramonta il sole il digiuno viene tradizionalmente rotto con un dattero o un bicchiere d'acqua e ha inizio l'Iftar, la cena serale che spesso viene fatta in comunità o tra famiglie e che può prolungarsi per tutta la notte.
(cfr Wikipedia, Sufi)
ovviamente tutta la vita economica e sociale è condizionata dal Ramadan: orari di apertura/chiusura di negozi, bar e ristoranti, vendita di alcolici, gli stessi menù dei ristoranti cambiano e propongono piatti diversi, dal tramonto in poi c'è poca gente in giro per la città (per riprendere però dopo qualche ora), i ritmi del lavoro sono legati all'Iftar (quando quindi non si può lavorare. Tra l'altro l'orario dell'Iftar cambia di qualche minuti ogni giorno, adeguandosi al fatt che le giornate si accorciano sempre più.
E' anche vero che a Ramallah ci sono moltissime persone non-praticanti e anche di famiglia cristiana: persone che quindi non fanno Ramadan. Quindi ci sono eccezioni rispetto a negozi aperti/chiusi, alla vendita di alcolici, a ritmi di lavoro "regolari" anche se c'è un forte senso di rispetto nei confronti di chi, a fatica (io dico che fare digiuno totale per così tante ore, senza neanche bere un goccio d'acqua... beh, non so se i cristiani sarebbero capaci di fare un digiuno di questo tipo), fa Ramadan (quindi a pranzo chi mangia lo fa a casa sua!)

mercoledì 4 ottobre 2006

indovinello


che frutto è? sono passata dal mercato e faceva un profumo incredibile, ma non riesco a definire bene di cosa (frutto della passione, papaya, pesca, melone) ... comunque ne volevo prendere un paio (le confezioni erano da circa due kg) e invece me li ha regalati il fruttivendolo... buonissimo! ha la consistenza di una pesca (anche la buccia è simile), all'interno ha piccoli semi tipo la papaya... ops, forse è una varietà di papaya? ma perchè non l'ho chiesto direttamente al fruttivendolo come si chiama???
allora, chi mi aiuta?

Not an internal Palestinian matter

"The experiment was a success: The Palestinians are killing each other. They are behaving as expected at the end of the extended experiment called "what happens when you imprison 1.3 million human beings in an enclosed space like battery hens."
un'altro articolo di Amira Hass. da leggere.

martedì 3 ottobre 2006

partita



...non di calcio, ma son partita davvero e di nuovo per Ramallah, un simpatico volo dell'Alitalia (poca professionalità, nessun paragone con l'Austrian, ma comunque tutto bene).
Viaggio tranquillo, nessun problema al Ben Gurion dove mi han timbrato il passaporto in 2 minuti, il mio collega Claudio mi è venuto a recuperare, distrutto dopo 5 giorni di incontri con Università e UNDP (c'era una mission di senior dell'Unibo), solita casa dell'altra volta, ho cambiato stanza e bagno (e ovviamente le faccio vedere: notare che il bagno ha il bidet, e poi dicono che sono evoluti i nostri amici europei...), usciamo a cena alle 7 allo Stones (focaccia italiana) e alle 8,40 sono già a nanna....

lunedì 2 ottobre 2006

devo fare la...

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domenica 1 ottobre 2006

oggi sposi!!!!


che belli! che emozione! che commozione! che felicità!
un bellissimo matrimonio, le bimbe estasiate per la zia e lo zio, una bella festa, allegra e divertente, le decorazioni stupende (!!!!), abbiamo mangiato benissimo all'agriturismo... perfetto!